Europa

       115.000  lavoratori stranieri assunti in 4 mesi. Ma ancora non basta.

28 Dicembre 2000 Italia

23 Dicembre 2000Europa

Sono 115.000 i cittadini stranieri che, secondo l'Inail, hanno trovato impiego in Italia fra la primavera e l'autunno 2000. Quattro mesi di assunzioni che non hanno placato la "fame" di lavoratori del mercato italiano.

Secondo un'indagine dell'Unioncamere sono, infatti, oltre 200.589 i posti di lavoro liberi che potrebbero ancora essere occupati da manodopera immigrata.

Il fabbisogno riguarda soprattutto il Nord, dove arriva al 34,8% (78.000 unità) nel Nord-Est ed al 20,8% nel Nord Ovest, ma anche il Sud e le Isole, che necessitano di 32.000 unità pari al 20% dell'offerta di lavoro, mettendo a nudo la natura in buona parte "volontaria" della disoccupazione locale.

Soltanto il 28% dei nuovi assunti andrebbe a sostituire un'analoga figura in uscita dall'azienda.

Si tratta di muratori (12.137), manovali(10.857), addetti alle pulizie (19.288), addetti alle vendite (9.066), operai generici (8.908), magazzinieri (3.000), scaricatori (2.139), guardie giurate (1.215), ma anche di infermieri e assistenti socio-sanitari per i quali si calcola che complessivamente l'offerta di lavoro sia superiore alla domanda almeno per 4.000 unità.

Per alcune professioni si può parlare di vera e propria "etnicizzazione". E' il caso degli elettricisti e

degli operatori ecologici dove il fabbisogno di immigrati e' superiore al 50% delle assunzioni possibili.

Un identico allarme arriva dalla Coldiretti che segnala la necessità di 89.000 lavoratori stranieri - 80.000 a tempo determinato e 9.000 a tempo indeterminato - per evitare il rischio-raccolti nel 2001.

Cifre difficilmente compatibili con le previsioni per i nuovi ingressi che il Governo pensa di fissare a 63.000 unità.


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