Il punto della situazione
Cittadinanza, regolarizzazione e diritto di voto, primi passi dal Governo
Si delinea il piano del centrosinistra sull'immigrazione
ROMA - Sarà un'estate molto rovente quella della politica del Belpaese in tema di immigrazione.
Il neo governo di centrosinistra è seriamente intenzionato ad introdurre nuovi elementi in grado di modificare - ed in parte scardinare - i pilastri costitutivi della Bossi-Fini, una legge che mai come oggi appare in pericolo di vita.
Nelle ultime settimane si è parlato di modifiche sostanziali, ma anche di rottamazioni legislative: il percorso intrapreso dall'Unione sembra realmente volgere verso l'attuazione di una serie di modifiche tanto attese dagli stranieri residenti in Italia.
La regolarizzazione di oltre 300mila stranieri, una nuova legge sulla cittadinanza ed una prima discussione sul voto agli immigrati sono i cardini prioritari su cui il nuovo governo è deciso a lavorare già dai primi giorni di giugno.
Cittadinanza
Significativa la presa di posizione di Romano Prodi sul tema della cittadinanza: "le nuove regole di cittadinanza sono l'adeguamento di un paese alle regole di civiltà, penso che la Bossi-Fini vada cambiata, ne sono convinto".
Il primo giugno (o forse l'otto) il consiglio dei Ministri discuterà la riforma: il punto di partenza è la costruzione della convivenza - spiega il ministro Livia Turco - un sistema condiviso che sia alla base della società italiana, della quale fanno parte vecchi e nuovi cittadini. L'obiettivo dello ius soli, insomma, sembra veramente a portata di mano.
Regolarizzazione
"In primo luogo occorre una verifica sulle richieste di regolarizzazione: l'unico dato che è sicuro è circa la quantità. Sappiamo che sono 485 mila gli immigrati che hanno chiesto la regolarizzazione". Il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero non ha dubbi: l'obiettivo è quello di regolarizzare tutti gli immigrati che hanno presentato nei mesi scorsi domanda alle Poste in base al precedente decreto che dava la possibilità di ingresso solo a 170 mila lavoratori.
Sui modi della regolarizzazione degli immigrati che hanno fatto richiesta agli uffici postali il ministro ha ribadito che "non si tratta di una sanatoria". Abbiamo individuato un percorso di fronte ad una situazione di fatto. Ovviamente non è risolutivo e dovremo agire altri percorsi, ma prima va fatta la verifica sulle 485 mila richieste fatte arrivare e poi il Consiglio dei ministri prenderà la sua decisione politica".
Resta, per adesso l'interrogativo della tempistica, al momento ancora non definita. "Credo che la verifica verrà effettuata entro la fine di quest'anno" - ha 'rasserenato' Ferrero.
Diritto di voto
Si è discusso molto anche del diritto di voto alle amministrative. Un tema molto delicato, decisamente politico, e che oggi non ha ancora trovato quell'accordo trasversale tra centrosinistra e centrodestra in grado di affrontare con specificità il problema.
"Non esiste inclusione sociale senza partecipazione alla vita amministrativa" - spiega l'onorevole Roberto Biscardini (Rosa nel Pugno). "Del voto agli immigrati si dibatte da oramai troppo tempo senza aver trovato la volontà politica per approvare una legge. Il Governo deve approvare nel più breve tempo possibile una legge". Il nostro obiettivo è quello di elaborare una legge nazionale - spiega l'onorevole Tana de Zulueta dei Verdi - che in breve tempo dia la possibilità ai cittadini stranieri residenti di votare ed essere votati a livello amministrativo. Ben vengano le "sperimentazioni" dei consiglieri aggiunti come quelle di Roma, ma fondamentalmente credo a breve saranno sostituite con il diritto di voto vero e proprio".
L'Italia dei nuovi cittadini guarda da anni verso il futuro. Ora tocca alla politica.
(29 maggio 2006)
Stefano Camilloni