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Kit introvabili
La Cgil di Milano: "Situazione grave"
Il sindacato propone tre soluzioni per arginare l'emergenza. Lettera al Ministero del Lavoro
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Ressa alla Poste per i kit (Foto © AP/LAPRESSE) |
ROMA - Pubblichiamo in anteprima su Stranieriinitalia.it una nota di Graziella Carneri, Segretario CGIL Milano, inviata la scorsa settimana al
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla situazione che si è creata a Milano a seguito della procedura di rinnovo dei titoli di soggiorno tramite posta.
Con la presente intendiamo porre alla Vostra attenzione la situazione che si è creata a Milano a seguito della procedura di rinnovo dei titoli di soggiorno tramite posta.
A partire dall'11 dicembre u.s. è risultata evidente l'impreparazione di Poste Italiane nella gestione della procedura. Innanzitutto la mancanza di informazione agli sportelli ha favorito la consegna indiscriminata dei kit per il rinnovo a tutti coloro che si recavano presso gli uffici postali.
Molte persone ritenevano di trovarsi in presenza di una procedura di sanatoria o comunque di regolarizzazione e pertanto hanno ritirato modulistica assolutamente inutile.
Altri hanno ritenuto, come accaduto in precedenza, che fosse una buona occasione di lucro: a questo proposito denunciamo con grande preoccupazione la rapida diffusione di un mercato nero dei kit che sta raggiungendo prezzi allarmanti (da 300 a 500 euro per modulo!)
Questo scarso controllo sulla distribuzione dei moduli ha portato all'esaurimento nelle poste di Milano e provincia di oltre 10mila kit in due giorni. Da allora, parliamo di metà dicembre c.a., non si è trovato più un kit presso gli sportelli postali. Le persone si sono quindi riversate presso i Patronati e in ogni luogo ritenuto utile per ottenere informazioni e kit. Presso la Camera del lavoro di Milano continuano a venire circa 200-300 persone al giorno (anche su indicazione di Poste) a chiedere i moduli. Precisiamo che Poste aveva garantito ai Patronati una adeguato rifornimento, mai avvenuto. Ancora oggi non c'è sufficiente disponibilità di modulistica e la stessa Questura milanese chiede a noi la possibilità di reperire tale documentazione per aiutare i cittadini stranieri in difficoltà.
Dobbiamo inoltre segnalare la scarsa funzionalità del sistema telematico che risulta essere troppo rigido nell'inserimento dei dati. Il materiale informativo diffuso da Poste non considera situazioni lavorative presenti sul territorio nazionale da anni (contratti a progetto, soci lavoratori non subordinati, svariate attività autonome per le quali non si prevede iscrizione a registri).
In sostanza la poca flessibilità porta molto spesso alla compilazione manuale del kit vanificando la positività dell'interazione informatica e appesantendo il lavoro dei Patronati.
La Questura di Milano inoltre non è ancora in grado di leggere i dati trasmessi telematicamente e ciò rende impossibile la verifica dei requisiti e il rilascio del permesso di soggiorno.
Prendiamo quindi atto del fallimento di Poste sulla comunicazione all'utenza, evidenziando l'incomprensione da parte dell'ente delle gravi conseguenze che il ritardo nel rinnovo del permesso di soggiorno arreca alle persone, sia nel lavoro che nella vita quotidiana (casa, scuola, sanità).
Segnaliamo alcune soluzioni tecniche per arginare l'emergenza:
1) Possibilità di spedizione della modulistica compilata dal Patronato in buste semplici (bianche).
2) Maggior controllo nella distribuzione dei kit da parte di Poste (consegna solo dietro presentazione del titolo di soggiorno in scadenza) e migliore comunicazione sulla procedura.
3) Previsione (con apposita comunicazione ministeriale) di una maggiore tolleranza nei casi di ritardo del rinnovo del permesso (oltre termini di legge), motivato dall'inefficienza del sistema.
Posto che la CGIL di Milano continua a fornire le proprie competenze a servizio dei cittadini stranieri spaesati di fronte a questa nuova procedura, spesso supplendo all'assenza della comunicazione istituzionale ed assumendosi anche oneri impropri, ribadiamo la ferma convinzione sulla necessità del trasferimento di queste competenze amministrative ai Comuni. Questa nostra convinzione, più volte espressa anche in sedi ministeriali, trova conferma nell'allarmante situazione milanese dove, a fronte di un'alta presenza di cittadini stranieri, si registra una latitanza cronica del Comune e, attualmente, l'inadeguatezza dell'intervento prefettizio.
Rimaniamo a Vostra totale disposizione per qualsiasi ulteriore informazione e sottolineiamo l'importanza di un eventuale incontro con i Ministeri competenti per approfondire questi ed altri problemi inerenti l'immigrazione sul nostro territorio.
Ringraziandovi per l'attenzione porgiamo i nostri più distinti saluti.
(15 gennaio 2007)
s.c.
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