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FIRENZE - Nasce l'Associazione generale dei cinesi a Firenze. Una comunità molto numerosa e radicata nel capoluogo toscano.
Sono infatti 30mila i cittadini dell'Impero del Cielo che risiedono in tutta la provincia di Firenze, una presenza che raggiunge quota 50mila, se si considera anche la comunità che vive nel territorio del Comune di Empoli.
La cerimonia ufficiale che ha sancito la costituzione del nuovo ente si è svolta nei giorni scorsi nello storico Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni fiorentine e della comunità cinese.
L'obiettivo dell'associazione é quello di alimentare e favorire i rapporti da parte degli immigrati del paese della Grande Muraglia, con la cultura e le istituzioni fiorentine, ma soprattutto di mettere le nuove generazioni in condizione di usufruire di servizi di base e di sostenerne le capacità d'impresa.
Quindi non solo accesso a scuole, sanità, cultura, ma anche consulenze ed aiuti all'imprenditorialità, per facilitarne inoltre l'uscita dall'illegalità. Basti pensare, al riguardo, che la comunità cinese di Firenze contava 3mila persone nel 1992, un numero che nell'arco di dieci anni è pressoché decuplicato.
"L'associazione appena nata - spiega l'assessore all'immigrazione Marzia Monciatti - avrà il compito di rinnovare il legame con le istituzioni e aprire una stretta collaborazione con la cultura fiorentina e con il nostro territorio".
Tra i compiti dell'associazione, quindi, ci sarà anche quello di promuovere "iniziative culturali, aggregative, formative e ricreative, attente ai problemi ed ai bisogni dei cinesi presenti nel territorio fiorentino".
Protagonisti della nuova era per la comunità cinese di Firenze, secondo le intenzioni dei promotori, saranno in particolare i rappresentanti delle generazioni più giovani, più disponibili e aperti a contatti con l'esterno e al dialogo con la società fiorentina.
Una delle principali caratteristiche dei gruppi di immigrati cinesi è sempre stata quella di una ferrea chiusura e diffidenza nei confronti della realtà esterna. Sembra, però, che la situazione stia cambiando, anche se alla vigilia della costituzione dell'associazione, il neo presidente, Chu Ching Luan, ha subito un'aggressione davanti al portone di casa da parte di due sconosciuti, che lo hanno picchiato al volto. Il sospetto è che il pestaggio fosse mirato, così da impedirgli di essere presente alla cerimonia.
"Fatti come quello accaduto l'altro giorno - ha detto don Giovanni Momigli, responsabile della pastorale della Curia di Firenze - pongono interrogativi inquietanti sulle dinamiche all'interno della comunità, che non si può considerare come unico soggetto compatto. Bisogna mettere in luce anche le problematiche all'interno di essa".
E l'associazione chiede anche legalità e sicurezza. A compiere il primo passo nei confronti dell'amministrazione fiorentina, infatti, sono stati proprio i cinesi della nuova leva, aggregati in un'area nuova, che hanno chiesto aiuto per realizzare "una concreta integrazione, che non fosse limitata alla prima accoglienza".
(15 gennaio 2002)
Giovanni Senatore | |