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La Confederazione italiana agricoltori: "Nuovi ingressi solo prima risposta"
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ROMA - "E' solo una prima risposta alle esigenze delle aziende agricole".

E' questo il commento della Confederazione italiana agricoltori (Cia) all'emanazione del Decreto del Presidente Consiglio dei ministri - ancora non pubblicato in Gazzetta Ufficiale - che autorizza l'ingresso di 20.000 lavoratori provenienti dai nuovi paesi Ue.

"E' evidente - sottolinea la Cia - che tale quota non può soddisfare in termini quantitativi il fabbisogno di manodopera per questa seconda parte dell'annata agricola, anche perché è mancata la concertazione con le organizzazioni professionali che precede in genere l'emanazione del decreto flussi".

"Il fabbisogno di manodopera extracomunitaria - come dimostrano ogni anno i dati del dossier sull'immigrazione in agricoltura elaborato dalla Caritas in collaborazione con la Cia - aumenta ogni anno almeno del 15%. Ciò fa ritenere indispensabile un ulteriore stanziamento di quote in corso d'anno".

La Cia giudica comunque positivamente l'accorciamento dei tempi per l'assunzione rappresentato dal fatto che non è più necessario il visto d'ingresso per i lavoratori provenienti dai paesi ammessi nell'Unione europea con l'ultimo allargamento.

(29 aprile 2004)

s.c.