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Europa
Clandestini: i Paesi del Mediterraneo uniti in una "cooperazione operativa"

I Dieci: "Importante la lotta contro il lavoro illegale"
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PARIGI - Una "cooperazione operativa" nella lotta alla immigrazione illegale.

E' la strategia che intendono seguire i dieci Stati del Mediterraneo occidentale (Spagna, Francia, Italia, Malta, Portogallo, Algeria, Libia, Marocco, Tunisia e Mauritania) che si sono riuniti a Nizza per la dodicesima Conferenza dei ministri degli interni del Mediterraneo (Cimo).

Il ministro degli interni francese, Nicolas Sarkozy, che presiedeva la Conferenza, ha sottolineato "la volontà comune dei dieci ministri di trasformare la Cimo in un organismo operativo per lottare contro la criminalità organizzata, l'immigrazione clandestina e il terrorismo".

Invitato dal Cimo a partecipare alla Conferenza, Franco Frattini, vice presidente della Commissione europea per la giustizia e la sicurezza, ha assicurato ai dieci paesi che la Commissione darà il suo "sostegno" in tutti e tre gli ambiti e sarà "pronta" a cooperare con la Cimo nei prossimi mesi. I dieci hanno sottolineato "l' importanza dello sviluppo delle politiche di prevenzione e di lotta contro il lavoro illegale", fattore di sviluppo delle immigrazioni irregolari verso i paesi del Nord.

La lotta contro questo fenomeno - è stato detto - passa anche attraverso il rafforzamento della cooperazione per migliorare "le procedure di identificazione, in particolare i titoli di viaggio e l' identità biometrica, con l'aiuto di assistenza tecnica e di trasferimenti delle conoscenze opportune".

(13 maggio 2006)