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Italiani favorevoli alle coppie miste
I dati di un sondaggio del Cirm evidenziano anche una forte tolleranza verso il velo islamico

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MILANO - Il 63% degli abitanti di Milano, Bologna, Roma, Napoli e Palermo è favorevole alle coppie miste tra cittadini italiani e immigrati stranieri.
Una parte ancora più elevata di chi vive nella grandi città (il 69%) ritiene "tollerabile" il velo islamico, parificato a simboli o usi di altre religioni.

Questi in sintesi i dati di una ricerca condotta dal Cirm.
Secondo l'indagine, è "molto favorevole" alle coppie miste il 27% degli intervistati, mentre lo è "abbastanza" il 36%. Un 15% si dice "poco d'accordo" alle coppie miste e una quota identica afferma invece una netta contrarietà. Il 7% non risponde alla domanda.

Nella ricerca, commissionata dalla Camera di commercio di Milano in vista del secondo 'Seminario Euro-Mediterraneo' in programma la prossima settimana, alla domanda "Ritiene che i simboli religiosi come il velo, la croce vadano..." i mille intervistati per il 69% rispondono "tutti tollerati", per il 7% "tutti ridotti", per il 6% "tutti tolti" e per il 3% "tutti incentivati".

Il 6% di chi abita a Milano, Bologna, Roma, Napoli e Palermo pensa che vadano incentivati o tollerati solo i simboli religiosi cattolici e il 5% vorrebbe che venissero tolti o ridotti quelli musulmani.
Una quota inferiore all'1% vorrebbe una promozione per i simboli religiosi musulmani a discapito di quelli cattolici. Il 4% non risponde.

Dalla ricerca del Cirm emerge una sostanziale approvazione per le coppie miste, una notevole tolleranza per il velo, ma anche una scarsa voglia a assistere alla costruzione di moschee.
Il 14% si dice "molto favorevole" all'apertura di un nuovo luogo di culto islamico e il 35% "abbastanza", ma insieme fanno meno della metà degli interpellati.
"Poco favorevole" a nuove moschee si definisce il 15%, per nulla il 25%, mentre non risponde l'11%. La città meno tollerante è Milano, dove si registra il 35% di decisamente contrari a nuove moschee, mentre la più accogliente è Palermo, con solo il 16% degli intervistati che dicono un no secco a nuovi luoghi di culto islamici.

Notevole (il 55%) la parte di chi risiede nelle cinque città, prese a campione dalla Cirm, che ritiene giusto che gli immigrati mantengano le loro usanze.
Il 39% pensa invece che le debbano cambiare adattandole alle nostre, mentre il 6% non fornisce alcuna risposta. La ricerca conferma che è il mondo del lavoro che in città mette più facilmente in contatto italiani e immigrati.

Il 37% degli abitanti delle città prese a campione conosce direttamente una o più persone provenienti dai Paesi musulmani del Mediterraneo e il 41% di chi ha avuto rapporti diretti con gli immigrati l'ha fatto per ragioni legate alla professione.
Seguono l'amicizia (un ampio 23% dei casi) e la frequentazione di luoghi comuni come chiese, scuole e associazioni, che porta al 10% dei rapporti.

Nonostante questi segnali d'integrazione crescente, il terrorismo internazionale sta rendendo le cose un pò più difficili: il 70% degli intervistati il mese scorso a Milano, Bologna, Roma, Napoli e Palermo dice che, rispetto al giugno del 2003, il suo atteggiamento verso gli immigrati "non è cambiato", ma il 22% parla di "maggiore diffidenza" e solo il 6% si definisce più aperto.

(2 luglio 2004)

s.c.