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Riforma della cittadinanza
Otto progetti di legge già in Parlamento
I testi presentati alla Camera e al Senato in questa legislatura. Solo per le proposte di legge Realacci, Mascia e Boato è già iniziato l'esame in Commissione
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ROMA - Quando arriverà in Parlamento, il testo per la riforma della cittadinanza varato dal governo si troverà in buona compagnia: solo in questa legislatura, sono stati già presentati 8 progetti di legge sulla stessa materia.

Il primo a muoversi è stato Ermete Realacci (Ulivo), che il 28 aprile scorso ha presentato alla Camera una proposta di legge (C.24) che riconosce la cittadinanza ai bambini nati in italia da genitori residenti regolarmente da almeno due anni e ai minori nati all'estero che hanno vissuto qui almeno sei anni, frequentando un ciclo scolastico, un corso di formazione professionale o lavorando e che dimostrino di conoscere la cultura e la lingua italiana. Per le naturalizzazioni, la proposta di Realacci abbassa a sei anni il periodo di residenza regolare richiesto, prevedendo anche in questo caso al conoscenza della lingua e della cultura italiana.

Il 15 maggio scorso è stata la volta del sen. Francesco Ferrante, anche lui dell'Ulivo, che ha presentato a palazzo Madama un disegno di legge (S.333) dal testo identico a quello di Realacci. In realtà si tratta in entrambi i casi di un testo di riforma della cittadinanza preparato dalla Comunità di Sant'Egidio e condiviso in tutto e per tutto dai due parlamentari.

Diversa la proposta di legge (C.938) presentata il 30 maggio alla Camera dall'on. Graziella Mascia (Rifondazione Comunista - Sinistra europea) che prevede il riconoscimento della cittadinanza italiana per tutti gli stranieri (adulti o minori nati qui) che vi risiedono legalmente per tre anni. Diventano italiani anche i figli minorenni di chi acquista la cittadinanza, ma possono rinunciare al passaporto italiano una volta diventati maggiorenni. Il riconoscimento della cittadinanza dovrebbe arrivare entro un anno dalla presentazione della domanda.

Da parlamentari eletti all'estero, per la precisione in Sudamerica, sono arrivate due proposte per cambiare la legge sulla cittadinanza. Porta la data del 5 luglio quella presentata alla Camera l'on. Ricardo Antonio Merlo (Misto), mentre a Palazzo Madama il 13 luglio è arrivata quella del sen. Luigi Pallaro (Misto). Entrambe vanno a cambiare il primo articolo della legge, dedicato alla cittadinanza "per nascita", ma l'analisi per ora si ferma qui perchè purtroppo i testi non sono ancora disponili.

Non si può ancora leggere nemmeno il testo della proposta di legge presentata il 25 luglio alla Camera dal leghista Davide Caparini. Il titolo però è abbastanza esplicativo: "Disposizioni per l'introduzione di un test di naturalizzazione per gli stranieri e gli apolidi che richiedono la cittadinanza"

Il 1 agosto, l'on. Marco Boato (Verdi) ha presentato alla Camera una proposta di legge (C.1529) quasi sovrapponibile al ddl del governo. Riconosce infatti la cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia da genitori residenti regolarmente da almeno cinque anni, o, se nati all'estero, fermo restando il requisito dei 5 anni di residenza per i genitori, a quelli che qui hanno seguito un ciclo scolastico, un corso di formazione professionale o hanno lavorato. Anche per la naturalizzazione sono richiesti 5 anni di residenza e un reddito sufficiente al proprio sostentamento. Chi sposa un cittadino italiano acquisisce infine la cittadinanza solo tre anni dopo il matrimonio.

L'ultima proposta di legge parlamentare sulla cittadinanza è arrivata alla Camera il 2 agosto per mano di Gianclaudio Bressa (Ulivo), ma anche in questo caso il testo non è ancora disponibile.

Per ora, gli unici testi che hanno effettivamente iniziato il loro iter sono i pdl di legge Realacci, Mascia e Boato, che sono all'esame della Commissione Affari Costituzionali della Camera: è a questi che probabilmente si affiancherà, durante la discussione parlamentare, il disegno di legge dell'esecutivo.

(8 agosto 2006)

Elvio Pasca