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Cnel/Dossier Caritas
Lombardia regina dell'integrazione
I dati del terzo rapporto sull'immigrazione in Italia. Valutati polarizzazione, diversificazione culturale, stabilità sociale e inserimento lavorativo

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ROMA - Si può misurare l'integrazione? È possibile quantificarla, assegnarle un valore esatto?

Ci hanno provato il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro e l'equipe del Dossier immigrazione della Caritas, pubblicando un rapporto sugli indici di inserimento territoriale degli immigrati.
Messi insieme, questi indici danno una classifica dell'integrazione dei cittadini stranieri nelle regioni italiane: vince la Lombardia.

Il metodo

Gli indici territoriali sono quattro: polarizzazione (capacità di ogni regione di attirare cittadini stranieri), diversificazione culturale (varietà etnica, culturale e religiosa della popolazione straniera), stabilità sociale (che misura il grado di stabilità della permanenza e di inserimento sociale) e inserimento lavorativo.

Ogni indice è determinato a sua volta da cinque diversi indicatori. Per valutare l'inserimento lavorativo si prendono ad esempio in considerazione 5 percentuali: forza lavoro sul totale dei soggiornanti, disoccupati sulla forza lavoro, saldi di lunga durata sulle assunzioni, imprenditori sul totale dei soggiornanti, infortuni su stima dei lavoratori effettivi.

"L'integrazione è un concetto complesso -ammettono gli autori della ricerca - che passa anche attraverso processi di natura psicologica, individuale. Questo rende difficile misurarne il grado di raggiungimento oggettivo. Siamo però convinti che se in una regione c'è una forte polarizzazione, una grande varietà di culture, un inserimento sociale e lavorativo soddisfacenti, l'integrazione è più semplice".

I risultati

Dopo i distinguo, la classifica.
La regione italiana d'eccellenza per il livello complessivo di integrazione degli immigrati è la Lombardia. Seguono Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte e Marche.

Un livello medio di integrazione è raggiunto nel Lazio, in Trentino-Alto Adige e in Liguria. In questa fascia si trovano anche alcune realtà del Mezzogiorno, come Abruzzo, Campania, Calabria e Sardegna, che rappresentano i contesti meridionali in cui l'integrazione degli stranieri è meno problematica.

Il resto del Sud, invece, si colloca in fondo alla classifica, con Sicilia e Molise che rivelano un livello basso di inserimento, e Basilicata e Puglia, aree di primo approdo e di passaggio, che chiudono l'elenco con i valori più esigui.

Indici di inserimento territoriale degli immigrati in Italia


Polarizzazione



Diversificazione culturale



Stabilità sociale


Inserimento lavorativo


Indice complessivo di integrazione

(30 settebre 2004)

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