Adolescenti stranieri
Uno su due vuole andare all' università
Ricerca del Cnel tra più di 500 adolescenti immigrati. Il 18% vuole diventare medico
ROMA - Un ragazzo straniero su due dopo la scuola vuole andare all'università, magari per diventare medico, la professione più ambita.
Lo rivela la ricerca "Adolescenti stranieri e il mondo del lavoro: studio transculturale dei valori inerenti il lavoro", commissionata dal Cnel alla Fondazione Silvano Andolfi e condotta su 545 adolescenti provenienti da 53 paesi diversi.
Secondo la rilevazione, il 48% degli adolescenti immigrati che frequentano le scuole italiane sceglie di andare all'università, mentre il 32% di lavorare. Tra le professioni più gettonate quella del medico (18%), dell'operatore turistico (15%) e tecnico, e quelle del mondo dello spettacolo, come veline e attrici, se nati in Italia.
La quasi totalità dei ragazzi immigrati (89,5%) non è nata in Italia e molti di loro non sanno se resteranno definitivamente nel nostro paese. Tuttavia, lo stereotipo dell' immigrato poco istruito e spesso disperato, pur in condizioni di precarietà, pare essere in parte smentito dallo studio.
I giovani stranieri che frequentano le scuole italiane provengono da famiglie con grado di istruzione elevato (il 71% dei padri e il 64% delle madri ha un diploma o una laurea). Spesso sono riuscite a conquistare un livello occupazionale equivalente a quello che svolgevano in patria (38% della madri e 54% dei padri) o addirittura a migliorarlo (24% madri e 12% padri), anche se non mancano casi di dequalificazione (38% delle madri e il 35% dei padri). Tuttavia non viene meno la speranza di migliorare, sia come posizione lavorativa (60% degli uomini) che economicamente (16,7%).
Più è elevato il titolo di studio dei genitori, soprattutto quella della madre, più aumentano le possibilità che i figli frequentino il liceo e l'università.
Per il 38% degli studenti stranieri intervistati la laurea è rappresenta il mezzo per poter ambire a un buon posto di lavoro, mentre per il 27,7% è importante per acquisire le giuste conoscenze. E' presa in considerazione sia da chi intende restare a vivere in Italia (32%), sia da chi vuole tornare nel suo paese d'origine (21,7%). Chi invece pensa di emigrare ancora si proietta di più sul lavoro. Attività che comunque è ritenuta difficile da trovare per il 69% degli intervistati, che si aspettano di guadagnare 750 euro con orario full time.
L'indagine rileva come l'80% dei ragazzi desideri un posto sicuro, magari indipendente, e il 50% voglia affermarsi con i propri meriti (49,3%). In ogni caso contano più il successo (51,6%) e la carriera (43%) che il denaro (44,2%) e il prestigio (38%). Il lavoro deve essere creativo (34,8%), mettere alla prova le capacità mentali (46%), piacevole e fonte di amicizie (55%).
Vi sono alcune differenze però a seconda della nazionalità: se per gli africani non conta tanto la carriera, quanto piuttosto la famiglia e il rendersi utili socialmente, per quelli del Sud-est asiatico è importante avere un lavoro tranquillo e non dinamico, mentre per i latino-americani è molto importante lo studio e il lavoro socialmente utile.
(7 dicembre 2005)