Lavoratori neocomunitari
La Coldiretti: "Metà di loro trova lavoro in agricoltura"
"Negli ultimi anni la presenza di immigrati nei campi è cresciuta con tassi di incremento annui a due cifre"
ROMA - "Quasi la metà dei lavoratori che arriva in Italia dai paesi neocomunitari trova lavoro in agricoltura, dove la presenza degli immigrati raggiunge quasi il 15 per cento degli occupati totali ed è una componente indispensabile del tessuto produttivo per molte coltivazioni: dalle fragole al tabacco, dalla frutta alla vendemmia, dall'allevamento alla raccolta degli ortaggi".
Lo afferma la Coldiretti in riferimento all'imminente pubblicazione del decreto flussi per cittadini neocomunitari sulla Gazzetta Ufficiale di oggi, che precede quello per i lavoratori extracomunitari.
"Un passo importante che tuttavia - sottolinea la Coldiretti - deve essere presto accompagnato dalla pubblicazione del decreto sui flussi di ingresso anche per i lavoratori extracomunitari determinanti per il lavoro nelle campagne. Con il giorno successivo alla pubblicazione del decreto si dà il via libera - continua l'organizzazione - solo alle procedure di assunzione di 170 mila lavoratori provenienti da Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Slovenia o Ungheria, con un contratto di lavoro subordinato anche stagionale".
La richiesta di lavoratori provenienti da questi Paesi, rileva inoltre la Coldiretti, "é particolarmente elevata per il settore agricolo, ma anche per quello turistico, alberghiero e per quello dell'assistenza alla persona con le badanti sempre più presenti nelle famiglie italiane". Secondo la Coldiretti, "da una corretta e tempestiva programmazione degli ingressi di lavoratori provenienti dall'estero può venire un contributo determinante alla crescita economica del Paese, ma anche alla lotta alla clandestinità e al lavoro nero".
Negli ultimi anni, ricorda l'organizzazione, "la presenza di lavoratori immigrati nei campi è cresciuta con tassi di incremento annui a due cifre". Sulla base dell'ultima indagine Inea, rileva inoltre, i lavoratori stranieri occupati in agricoltura sono circa 117.000 concentrati per circa la metà nelle regioni del nord (48%), ma presenti anche nel sud e isole (37%) e nel centro Italia (15%).
Una realtà, "che è divenuta una componente strutturale di molti 'distretti agricoli'". In particolare, aggiunge la Coldiretti, gli immigrati impegnati nei campi si occupano della raccolta della frutta e della vendemmia (42,4%), della preparazione e raccolta di pomodoro, ortaggi e tabacco (32,1%) ma anche nell'attività di allevamento (12,8%). Anche se, conclude, "cresce la presenza dei lavoratori extracomunitari anche in attività innovative con circa 2000 persone impiegate nell'agriturismo (per lo più donne con un rapporto stagionale e dedite alla cura degli ambienti e alla ristorazione) e 7500 occupati nella trasformazione e vendita diretta dei prodotti agricoli".
(2 marzo 2006)
s.c.