Italia

                             Europa

                             Statistiche

                             L'intervista

                             Flussi

                             Città e regioni

                             Il mio avvocato

                             La voce del volontariato

                             Media

                             Cultura

                             Musica

FIRENZE - Hanno studiato con serietà ed impegno per sei mesi, senza perdere neanche una lezione. Le materie? Lingua italiana, cura della casa, igiene e sanità, pronto soccorso, psicologia, diritto del lavoro, ma anche cucina, dietetica, computer. Il programma prevede persino stage in case di cura e dentro le famiglie.

Non è stato facile, ma adesso lavoro nero, incertezze e stenti sembrano diventati solo un ricordo. Con quel diploma di "addette alla assistenza di base" in mano, infatti, venti donne immigrate potranno rivendicare la loro professionalità e prentendere un trattamento economico e sindacale, come quello che spetta alle altre lavoratrici.

Sono per la maggior parte nigeriane le prime neodiplomate del corso per "colf" straniere, organizzato a Firenze dal Comune del capoluogo toscano, in collaborazione con la Fondazione diocesana per il lavoro, la Base di San Lorenzo e il Centro Spazio Reale di San Donnino.

Il corso, dal titolo "Domus Anima" (Anima della casa), si è concluso di recente, ma é già stato messo in cantiere un nuovo ciclo di formazione, questa volta destinato alla donne cinesi ed incentrato sull'imprenditoria. Il progetto "Gong", come è stato chiamato, è finanziato con risorse regionali.

Il Comune di Firenze, artefice dell'iniziativa tramite l'assessorato alla Pubblica Istruzione, però guarda ancora più lontano e già prevede per il 2006 l'organizzazione di nuovi corsi per l'integrazione di cittadini immigrati, questa volta "coinvolgendo, con sottoscrizioni, anche la società civile".

Il corso "Domus Anima", riservato a donne provenienti da diversi paesi extracomunitari, dai 18 ai 40 anni di età, è durato 6 mesi per un totale di 500 ore di lezione. Duecento milioni di lire, il costo dell'operazione finanziata con fondi Cee erogati dalla Regione.

Le donne ammesse a frequentare il corso hanno partecipato ad un concorso bandito dal Comune: la selezione ha tenuto conto della conoscenza della lingua italiana e delle loro reali motivazioni. Infatti per le neodiplomate è iniziata una nuova vita. Il futuro ora significa un regolare contratto, contributi, ferie e malattie pagate, ed una retribuzione media di circa 1.700.000 lire la mese, per quattro ore al giorno, anche se nella realtà sono molte di più.

Basta quindi con il lavoro nero, basta con le famiglie e le padrone di casa "amiche", ma soltanto fino a quando non si tratta di mettere nero su bianco l'attività domestica, svolta anche 24 ore su 24. Il diploma rilasciato dal Comune e la qualifica professionale che abilita ad assistere anziani, bambini, malati e disabili, apre la strada a nuove e finora impensabili opportunità di lavoro. Ma anche al riconoscimento di maggiori diritti e certezze.

(5 febbraio 2002)

Giovanni Senatore