La sera del 4 ottobre sono stati rimpatriati dall’aeroporto di Brindisi, con un volo speciale, 113 cittadini dello Sri Lanka accompagnati da più di 50 agenti di polizia. Gli stranieri, tra i quali molti tamil, etnia da anni a rischio di persecuzione nel loro paese, erano sbarcati a Portopalo (Siracusa) il 28 settembre e da lì subito trasferiti a bordo di pullman della polizia nel centro "Regina Pacis" di Lecce, centro di permanenza temporanea destinato a stranieri da espellere, dove li aspettava già il console dello Sri Lanka. Da lì nel primo pomeriggio del 4 ottobre sono stati prelevati e scortati dalla polizia verso una destinazione sconosciuta. Solo in seguito, gli operatori del CIR in loco, sono riusciti a sapere che erano stati portati all’aeroporto di Brindisi per il rimpatrio immediato. Durante i sei giorni di permanenza in Italia non è stata data loro nessuna possibilità di chiedere asilo. Pur non contestando la necessità di combattere il traffico internazionale di persone, il CIR denuncia il modo in cui è avvenuto questo rimpatrio, in aperta violazione delle norme di diritto internazionale (art. 33 della Convenzione di Ginevra del 1951, art. 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti umani), nazionale (art. 19 del Testo Unico sull’Immigrazione) ed in generale del principio fondamentale di non respingimento.
La velocità dei trasferimenti dalla Sicilia a Lecce e da Lecce all’aeroporto di Brindisi, il divieto di accesso agli operatori non solo del CIR ma anche di altre organizzazioni (Medici senza Frontiere) ai centri che ospitavano queste persone e che avrebbero potuto prestare un servizio di informazione e consulenza e, infine, l’immediato contatto con il Consolato dello Sri Lanka, inducono a ritenere che un’eventuale volontà di richiedere protezione al Governo italiano non sarebbe potuta essere realizzata.
Il CIR è intervenuto, nel tardo pomeriggio della giornata di ieri mentre la deportazione era già in atto, presso il Ministero dell’Interno chiedendo di non procedere al rimpatrio prima di aver dato l’effettiva opportunità di chiedere asilo a chi teme persecuzioni nello Sri Lanka. Rimangono tuttora più di 100 cittadini di questo paese nel centro Regina Pacis, in circostanze identiche e per i quali si teme lo stesso trattamento.
Attualmente ci sono più di 120.000 sri lankesi, principalmente di etnia tamil, accolti in molti paesi, tra i quali: India, Canada, Francia, Germania. Anche di recente, in Italia sono stati riconosciuti rifugiati cittadini dello Sri Lanka da parte dell’apposita Commissione Governativa.
Il CIR chiede che proprio in questo momento di particolare tensione internazionale vengano tutelati i diritti fondamentali di chi è costretto a fuggire a causa di persecuzioni, guerre e violenze generalizzate.