Voto agli immigrati
Bologna: si infiamma la polemica sulla decisione del consiglio comunale
Tutta la Maggioranza, tranne l'Udc, schierata contro il sindaco Cofferati
ROMA - Dopo Torino, Bologna.
La questione del diritto al voto "locale" sta creando una serie di polemiche dai toni molto accesi: l'ordine del giorno approvato a Bologna ha scatenato i commenti più negativi da parte della Maggioranza e delle forze di destra del Paese.
I toni sono molto duri, se consideriamo anche il fatto che nel caso del capoluogo emiliano si è discusso "solo" di una proposta di modifica delle normative comunali.
"La decisione del sindaco Sergio Cofferati e della sua maggioranza di sinistra di dare il via al progetto che porterà al voto gli immigrati è il tipico esempio di una politica demagogica e propagandistica - ha commentato il vicepresidente dei deputati di Forza Italia Isabella Bertolini. "Il diritto di voto è strettamente collegato alla cittadinanza. Ogni altra valutazione non é che un voler piegare strumentalmente le normative vigenti alla proprie voglie e necessità pur di fare qualcosa di sinistra".
Sullo stesso tono gli uomini di Alleanza Nazionale. "Mentre An ha sempre detto che dopo almeno 7 anni di residenza nel nostro Paese, senza aver alcun precedente penale e dimostrando di lavorare e di pagare le imposte in Italia, l'immigrato ha il diritto di chiedere di partecipare al voto amministrativo, la sinistra vuole ancora una volta usare l'arma del voto agli immigrati in modo strumentale, non per integrare ma per dividere il Paese". Queste le affermazioni di Enzo Raisi, capogruppo di An al Comune di Bologna, e dei consiglieri Galeazzo Bignami, Patrizio Gattuso e Felice Caracciolo, contrari all'ipotesi di voto agli immigrati per le elezioni di quartiere.
Più duri i commenti della Lega e della Mussolini. In un comunicato del Carroccio gli uomini di Bossi affermano che "estendere il diritto di voto agli extracomunitari significherebbe estenderlo anche a quelle frange di integralisti e terroristi dedite all'organizzazione e all'espansione delle reti terroristiche internazionali che, avendo diverse radici ed estrazione, come tali non potrebbero essere espressione del nostro tessuto sociale, economico, culturale".
La Mussolini trova l'iniziativa di concedere il voto agli immigrati "scriteriata, demagogica e immorale".
"Sono iniziative - aggiunge Mussolini - che non hanno alcun senso logico se non quello di voler surrettiziamente compiacere un mondo che ci odia e che festeggia in piazza le morti dei nostri concittadini e ci usa. Non hanno alcuna voglia di integrarsi".
Forse la nipote del duce si fida troppo di Telepadania e dei suoi grandi (finti) scoop.
(28 luglio 2005)
Stefano Camilloni