Italia

                             Europa

                             Statistiche

                             L'intervista

                             Flussi

                             Città e regioni

                             L'avvocato

                             Volontariato

                             Media

                             Cultura

                             Musica


Riforma della cittadinanza
La maggioranza esulta, aperture (Lega esclusa) dall'opposizione
Invia questo articolo   Stampa questa pagina   Ingrandisci il testo   Diminuisci il testo

ROMA - Ecco alcune delle tantissime dichiarazioni rilasciate oggi pomeriggio alle agenzie di stampa dopo il varo del ddl sulla cittadinanza da parte del governo. I plauso degli esponenti dell'Unione è unanime, mentre l' opposizione sembra procedere in ordine sparso: con le aperture, a determinate condizioni, dell'Udc e di An, l'allarme lanciato da Forza Italia e l'annuncio di una durissima opposizione da parte della Lega.

Aly Baba Faye, responsabile dei Ds per l'immigrazione, sostiene che le nuove regole sulla cittadinanza previste nel disegno di legge nel governo segnano "una svolta positiva", su cui è auspicabile che "l'opposizione si renda disponibile per un confronto al di fuori di prese di posizione ideologiche" perché le regole sull'immigrazione "possano trovare un consenso generale nel paese". Secondo Faye, "non si può non riconoscere che una legge moderna sulla cittadinanza non può far altro che favorire l'integrazione dei cittadini stranieri". E che con le regole previste, "l'Italia si adegua ai maggiori paesi europei, come la Francia, la Gran Bretagna, la Germania, l'Olanda". Per l'esponente dei Ds, il disegno di legge "é un segno di consapevolezza e di grande senso di responsabilità da parte di una classe dirigente che vuole affrontare questioni decisive per il futuro del paese".

Secondo Gianclaudio Bressa, vicepresidente dell'Ulivo alla Camera e relatore della legge sulla cittadinanza in discussione in commissione Affari Costituzionali, "questa può davvero essere la volta buona". "Il testo del governo e i testi presentati dalla Camera dei deputati possono farci sperare di avere in breve una legge sulla cittadinanza, moderna ed europea, che restituisce dignità a tutte le persone che hanno deciso di vivere in Italia".

"Finalmente in Italia una normativa europea", dice Mauro Fabris, capogruppo dell'Udeur alla Camera. "Le nuove norme sulla cittadinanza varate oggi dal Consiglio dei Ministri sono un segno di civiltà. La maggioranza, e in particolare l'Udeur, vogliono dare pieni diritti a quei cittadini extracomunitari che hanno dimostrato di volersi integrare e di aver stabilito un legame duraturo con il nostro Paese rispettando le leggi e pagando le tasse".

Anche Manuela Palermi, presidente del gruppo (Pdci-Verdi) del Senato, pala di "una scelta di civiltà e di apertura", che "segna così una netta discontinuità rispetto alle aberranti politiche portate avanti dal centrodestra in materia di immigrazione in questi anni. Siamo sulla strada giusta, il prossimo passo dovrà essere la cancellazione della legge Bossi-Fini".

Secondo Leoluca Orlando, portavoce nazionale di Italia dei Valori, il vai libera alla riforma "è un bel segnale, la conferma che il nostro Paese considera la cultura dell'accoglienza come la vera alternativa all'intolleranza e alla violenza, anche di stampo terroristico". "L'azione diplomatica messa in campo dal nostro Governo in campo internazionale e la cultura dell'accoglienza sul fronte interno aggiunge stanno facendo crescere la credibilità del nostro Paese a livello internazionale, nella direzione della cultura della pace e della cooperazione internazionale".

Daniele Capezzone, deputato della Rosa nel Pugno e presidente della commissione Attività Produttive della Camera, saluta la "nascita di una 'nuova Italia' capace non solo di 'accogliere', ma di far tesoro dei 'nuovi italiani'" "Allontanarsi dallo 'ius sanguinis' - aggiunge - per procedere verso lo 'ius soli' è un importante e coraggioso passo di civiltà, che va sostenuto e aiutato".

L'eurodeputato dei Comunisti Italiani Marco Rizzo vede "un miglioramento significativo" rispetto alla precedente legislatura. "Peccato però che la svolta sia stata solo di 180 gradi e non di 360, - nota - come sarebbe stato se il governo avesse disposto la chiusura dei cpt".

L'opposizione

Il leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini, si dice essere "pronto a confrontarmi serenamente con il governo, non appena il provvedimento sarà noto". "La cittadinanza può anche essere ottenuta riducendo gli anni necessari, - avverte però Fini - ma non illudiamoci che essere cittadini italiani comporti automaticamente la certezza dell'integrazione". Secondo Fini i cinque anni previsti per le naturalizzazioni sono "oggettivamente pochi", "Passare dalle norme attualmente in vigore, cioé dieci anni, che in molti casi poi comportano un lasso di tempo maggiore ad una cittadinanza pressoché automatica dopo cinque anni - ha aggiunto - mi sembra che sia un salto non facilmente comprensibile". Per Fini sarebbe più opportuno discutere in Parlamento "un tempo intermedio che, a mio giudizio dovrebbe essere intorno ai sette-otto anni"

Secondo Giampaolo Landi di Chiavenna, responsabile immigrazione di An, "il governo Prodi - apre all'automatismo temporale, riducendo a cinque anni di residenza il diritto all'acquisizione, da parte degli stranieri, della cittadinanza italiana. Questo non va bene, in quanto l'acquisizione della cittadinanza è un processo pregnale e conclusivo della volontà di integrarsi e fare parte della comunità autoctona. Solo attraverso la valutazione caso per caso dei presupposti, tale principio può essere condiviso". "Quanto al passaggio dallo ius sanguinis allo ius soli, Alleanza Nazionale ne condivide il principio a condizione che vi siano i presupposti della reale volontà dei genitori di partecipare e condividere i valori fondanti della nostra società. Quindi, anche in questo caso, non può valere il semplice automatismo".

Per Bruno Tabacci, dell'Udc, "l'integrazione dell'immigrazione attraverso procedure che arrivino fino alla cittadinanza era una questione che si era posta anche negli anni passati", e "lo stesso Fini aveva parlato del voto alle amministrative". Per Tabacci, si tratta di "una strategia giusta", che va però "corredata da politiche di immigrazione collegate alle esigenze di lavoro", perché "siamo un piccolo paese, se non controlliamo questi flussi migratori rischiamo di essere travolti".

"Per avere la cittadinanza italiana un immigrato deve sentirsi italiano e poterlo anche dimostrare, riconoscendosi nella lingua, nella cultura democratica, nei principi della costituzione italiana- commenta il deputato dell'Udc Carlo Giovanardi - più che sul numero di anni è su questo che vogliamo confrontarci nella aule del Parlamento quando si discuterà la proposta sulla cittadinanza agli immigrati".

"L'Italia, con il governo delle sinistre, sceglie la strada dei diritti per tutti, il lassismo esasperato, imbevuto di demagogia. Senza contare, poi, che introdurre il principio dello jus soli, che garantisce la cittadinanza a chi nasce nel nostro Paese è una norma irragionevole, che scardinerà la nostra identità nazionale"dice Isabella Bertolini (FI), che fu relatrice della Bossi-Fini alla Camera. "Questo, come gli altri provvedimenti in tema di immigrazione del governo Prodi ci spingono ad assumerci la responsabilità di essere i difensori della comunità nazionale, della sua storia e dei suoi valori contro un governo che fa di tutto per distruggere il nostro Paese".

Secondo il senatore Maurizio Sacconi (FI), sottosegretario al Welfare nel precedente governo, "con il disegno di legge che dimezza i tempi per la cittadinanza degli immigrati il Governo realizza un pacchetto di misure per l'immigrazione che si rivelerà presto esplosivo. E' come accendere un cerino su un pavimento di benzina" prevede conseguenze catastrofiche dalle decisioni del governo. "La volontà di semplificare l'accesso alla cittadinanza dovrebbe combinarsi con una politica di governo dei flussi migratori ancor più rigorosa", ma secondo Sacconi il governo, con l'annuncio del nuovo decreto fussi e il decreto sui ricongiungimenti va in tutt'altra direzione. "Possiamo purtroppo affermare che siamo in presenza di una politica sciagurata che non potrà non generare tensioni sociali e xenofobe".

Aperture dal segretario della Dc Gianfranco Rotondi: "Ho sempre ritenuto la Bossi-Fini una buona legge, tant'é che l'ho votata. Ma tutto è migliorabile, senza farsi trascinare da provvedimenti che potrebbero sortire l'effetto contrario. Sul delicato tema degli immigrati, sarebbe saggio evitare barricate. Va cercata, invece, una mediazione possibile su un confronto sereno, altrimenti non se ne esce più".

Toni da crociata per Roberto Calderoli, Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord:"La cittadinanza è un valore sacro e chi tocca le cose sacre commette un sacrilegio, minando i principi su cui si regola la vita democratica del nostro Paese". "Scoppierà la guerra in Senato quando arriverà questa proposta di legge, perciò ad agosto mi eserciterò al tiro al piattello - continua Calderoli - perché a settembre, quando si aprirà la stagione di caccia, useremo l'alzo zero contro una legge che vuol mettere il paese e il nostro futuro nelle mani degli ultimi arrivati e garantire una maggioranza di voti ad una coalizione che oggi maggioranza, nel paese, non lo è più...".

Nella sua battaglia Calderoli avrà sicuramente il sostegno morale dell'eurodeputato leghista Mario Borghezio, secondo il quale "con questo colpo di mano il centrosinistra svende, per un piatto di lenticchie elettorale, il diritto di cittadinanza su cui, in democrazia, appartiene solo al popolo decidere". "Le conseguenze future di una simile demenziale decisione - aggiunge - ricadranno pesantemente sulla responsabilità storica di una coalizione disposta, per interessi di potere, a sacrificare quanto vi è di più sacro per un popolo: la sua identità".

Forza Nuova, infine, chiama a raccolta "tutte le forze identitarie e nazionali" per bloccare il ddll del governo. "Ci si deve rendere conto - - si legge in una nota della segreteria del movimento guidato da Roberto Fiore - che questa legge cambierà il voto dell'Italia, trasformandola in un melting pot in mano alle sinistre. Pertanto tutte le forze di destra radicale, identitarie ed anticomuniste devono battersi per impedire l'attuazione di questo progetto fino all'ipotesi di un referendum abrogativo".

(4 agosto 2006)

EP