Dai comuni
"No alla privatizzazione dei rinnovi"
L'Anci-Toscana contro l'accordo Poste Italiane - Viminale. Carovani: "Lo si sospenda o si creino canali alternativi"
FIRENZE - "Ribadiamo il nostro no alla privatizzazione dei permessi di soggiorno, ma se proprio si deve partire che almeno si creino canali alternativi a Poste Italiane". Giuseppe Carovani, responsabile della Consulta per l'Immigrazione dell'Anci Toscana, è portavoce della protesta dei Comuni contro i rinnovi negli uffici postali.
"Quest'accordo tra Viminale e Poste italiane - spiega a Stranieriinitalia.it - scarica sugli immigrati i costi di pratiche [circa 70 euro n.d.r.] che sono sostanzialmente dovute e dà a un privato una sorta di monopolio. Questo a fronte di quale servizio? In pratica l'ufficio postale si limita a trasmettere i dati della domanda… Non dimentichiamo poi che questo servizio è stato dato in monopolio senza alcun percorso di evidenza pubblica". Poste si troverà infatti a mangiare la lauta torta dei rinnovi senza che sia stata indetta un gara d'appalto, e se altri avessero potuto offrire lo stesso servizio a prezzi inferiori?
"Noi chiediamo con forza che il nuovo ministro dell'Interno valuti l'eventualità di sospendere l'applicazione dell'accordo con Poste, rivedendone le caratteristiche. -dice Carovani - Si dovrebbe almeno superare l'esclusività, l'ufficio postale dovrebbe essere solo una delle possibilità per rinnovare il permesso di soggiorno, non un canale obbligato".
Se poi si dovesse partire comunque, l'Anci Toscana chiede che si avvii contemporaneamente anche la sperimentazione nei Comuni, senza però che questi diventino i passacarte o gli esattori di Poste Italiane. Come denunciavano a Prato qualche tempo fa, si teme infatti che i Comuni debbano solo affiancare i cittadini stranieri nella compilazione delle domande di rinnovo, riscuotere qualche decina di euro e poi passare soldi e domande a Poste.
"Così si spazzano via le buone pratiche già avviate in molti comuni, come ad esempio proprio Prato, che collaborano con la Questura per i rinnovi dei permessi di soggiorno, con ottimi risultati" nota Carovani. Come si legge in un documento approvato qualche gioco fa dall'Anci Toscana, l'accordo Viminale - Poste è "in contrasto con l'obiettivo del trasferimento di competenze e con le esperienze condotte da numerosi enti locali. L'impegno del prossimo governo, delle Regioni e delle autonomie locali dovrà essere indirizzato, congiuntamente ed in collaborazione con il privato sociale, alla realizzazione graduale di un sistema che, in materia di soggiorno, coniughi la semplificazione delle procedure con la centralità delle istituzioni sul territorio".
Detto questo, quando si potranno rinnovare i permessi negli uffici postali? Per ora si rinvia di settimana in settimana: all'inizio era stato fissata come data di partenza l'8 maggio, poi si è slittati al 15 e ora pare che non ci saranno novità nemmeno per la prossima settimana. Un ripensamento? "Non penso, - suggerisce Carovani - non abbiamo notizie ufficiali, ma dalle voci che circolano è Poste che non è pronta, non sarebbe ancora in grado di offrire il servizio". Considerato come sta andando l'esame delle domande per i flussi, non è difficile credere a quelle voci.
(17 maggio 2006)
Elvio Pasca