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Permessi di soggiorno
Comuni a scuola di rinnovi
Prato e altri comuni pilota studieranno il back office nella gestione dei permessi in vista del passaggio di competenze dalle Questure. L'ass. Frattani: "Il ruolo di Poste è trasitorio, tra poco tocca a noi"
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PRATO - Era partita da Prato la scorsa primavera la protesta dei Comuni che non volevano "fare i passacarte per Poste Italiane". Non ci stavano: avevano stretto da anni accordi con questure, sindacati e associazioni e impiegato uomini e mezzi per velocizzare i rinnovi dei permessi di soggiorno e ora dovevano limitarsi ad aiutare i cittadini stranieri a compilare i moduli da spedire all'ufficio postale…

Anche se non ha bloccato il nuovo sistema, che sta per partire in tutta l'Italia, alzare al voce ha dato i suoi frutti. Proprio Prato sarà tra i capofila del passaggio di competenze sui permessi di soggiorno dalle Questure ai Comuni, che chiuderà presto il capitolo dei rinnovi alle Poste.

"Facendoci solo riempire i moduli, si sarebbero affossate tante buone pratiche e quindi abbiamo minacciato di uscire dalla sperimentazione, - dice a Stranieriinitalia.it l'assessore alla multiculturalità Andrea Frattani - ma ora le condizioni sono cambiate, perché il governo ci ha assicurato la transitorietà dell'accordo con Poste e la volontà di passare in un paio di anni ai Comuni la gestione dei rinnovi. È sulla base di questo accordo, raggiunto attraverso l'Anci, - puntualizza l'assessore - che abbiamo deciso di andare avanti su due binari".

Ecco allora che Prato e altri comuni pilota nei prossimi mesi continueranno ad affiancare gli immigrati nella compilazione delle domande ("noi coordineremo anche i Patronati e ne formeremo gli operatori" spiega Frattani) , ma contemporaneamente manderanno i loro uomini in Questura, a studiare come funziona il back-office dei rinnovi.

Si tratta insomma di acquisire gli strumenti per gestire la fase più importante nella gestione dei permessi di soggiorno, quella, per intenderci, che a volte inchioda per mesi nel limbo del cedolino chi ha presentato domanda. "Se vogliamo davvero un passaggio di competenze - ragiona Frattani - dovremo apprendere quello che oggi fa il funzionario di Polizia quando ricevere la pratica di soggiorno, in modo da poter dire il prima possibile: siamo pronti, ora possiamo pensarci noi".

E mentre i Comuni studiano, il governo si prepara a sancire per legge che la vita dei nuovi cittadini non è affare di ordine pubblico, da demandare alla Polizia. "Ci hanno assicurato che la riforma della Bossi-Fini prevederà espressamente il passaggio di competenze ai Comuni - conclude l'assessore alla multicultura di prato - solo così si realizzerà una condizione di cittadinanza piena, come negli altri Paesi d'Europa".

(29 novembre 2006)

Elvio Pasca