Musica e immigrazione
Baglioni a Lampedusa per sensibilizzare il pubblico sul problema dei clandestini
E' la terza volta che il cantautore romano organizza un festival sull'isola siciliana già amata da Modugno
VEDI LE FOTO DEL CONCERTO [
1] [
2] [
3] [
4]
LAMPEDUSA - Anche quest'anno si e´svolto "O'Scia'!" il festival-laboratorio ideato da Claudio Baglioni nell'isola di Lamepusa.
Molti gli ospiti del cantautore romano presenti alla tre giorni del festival (23, 24 e 25 settembre), un'occasione per festeggiare la fine dell'estate ma soprattutto per sensibilizzare il pubblico ai problemi dei clandestini.
"Non pensare a queste cose è una vera e propria omissione di soccorso - spiega Baglioni - certo non si può pretendere che la musica e men che meno un festival come questo risolvano i problemi, ma comunque a qualcosa servono
così come è servito Live 8 anche questo festival qualcosa ha fatto se ha richiamato e richiamando l'interesse dei politici e ha ottenuto il patrocinio della presidenza della Repubblica, l'interessamento della presidenza del Consiglio e persino un saluto dal Papa".
Un cast ambizioso quello di "O'Scia'!": sul palco si sono esibiti molti amici del cantautore romano, da Antonello Venditti a Gianni Morandi da Morgan ai Tiromancino, da Marco Masini a Marina Rei, raggiunta sul palco da Paola Turci. Ospite d'eccezione Bob Geldof. Tutti gli artisti hanno partecipato gratuitamente e la tre giorni di musica e incontri
potrebbe diventare un dvd il cui incasso sarà devoluto per la causa dell'accoglienza dei clandestini di Lampedusa.
In questi tre giorni i clandestini sbarcati a Lampedusa sono stati 500: "Mi fa piacere essere un servitore dell'accoglienza - ha affermato Baglioni - a Lampedusa ho imparato a guardare a chi è diverso da noi con meno pregiudizi e sono certo che penserò a questi temi in un modo diverso da prima e con un'attenzione costante".
In futuro, continua Baglioni, "mi piacerebbe però fare qualcosa di più e cioé per esempio un incontro di tutti i musicisti del Mediterraneo: penso per
esempio ad artisti spagnoli o del Maghreb e non detto che debba svolgersi per forza d'estate. C'é un altro progetto che mi sta a cuore ed è di una rassegna di cinema di confine e di poesia: oggi i poeti hanno pochissime occasioni per farsi conoscere e ancora meno per leggere le loro ope e in pubblico e credo che
sia un dovere di chi ha a cuore la cultura sostenere anche la poesia".
La parola scelta per dare il nome al festival, 'O' Scia', in dialetto vuol dire 'Mio respiro', e "il respiro - continua Baglioni - e' la testimonianza della vita, ogni uomo e' un respiro e nel nostro occidente ricco dove siamo sempre piu' ricchi e sempre piu' infelici e pieni di paure ci siamo dimenticati persino del respiro e dell'aria".
(1 ottobre 2005)
roberto mandolini