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"Imprenditori immigrati: una realta' in crescità". Un'indagine della Confartigianato   Invia questo articolo

ROMA - Sono attivi soprattutto nel nord-ovest ed operano nei settori del commercio, delle costruzioni e nel manifatturiero leggero. Sono inoltre per lo più africani ed esteuropei, anche se è in forte crescita il numero di quelli provenienti dall'Asia e dall'America Latina.

Questa in estrema sintesi la fotografia sulla condizione degli imprenditori immigrati scattata dalla Confartigianato con l'indagine 'Imprenditori immigrati: una realta' in crescità, presentata ieri a Treviso.

La maggior parte degli imprenditori immigrati (125.457) vive nel nord-ovest (più di 35 mila), poi nel Mezzogiorno (33 mila), al Centro (29.700) e nel Nord-Est (27.600). Inoltre secondo lo studio cambia radicalmente l'immagine dei lavoratori stranieri nel nostro Paese, i quali non possono più essere considerati 'vu' cumprà, ma al contrario lavoratori ben inseriti da anni nel tessuto sociale italiano (anche grazie, spesso, ad un titolo di studio medio-alto). Variegata anche la provenienza dei circa 34 mila artigiani immigrati (il 27,1% del totale): il 28,4% di essi proviene dall'Europa dell'est, il 26,8 dall'Africa, il 20,1% da altri Paesi, il 12,6 dall'Asia ed il 12,1% dall'America Latina.

A livello settoriale gli imprenditori immigrati provenienti dall'Europa dell'Est e dall'Africa risultano essere attivi soprattutto nelle costruzioni, diversamente da quelli asiatici, orientati in massima parte verso il comparto delle manifatture leggere. Non sembrano invece avere preferenze settoriali di massima gli imprenditori provenienti dall'America Latina.

Simili a quelle di molti loro colleghi italiani gli ostacoli incontrati per lo sviluppo delle imprese. Secondo l'indagine ai primi posti ci sarebbero le difficoltà burocratiche, l'accesso al credito e la formazione. Sul fronte più strettamente personale le difficoltà rilevate riguardano soprattutto l'abitazione (42%) e la conoscenza della lingua (40%).

La Confartigianato, ha spiegato il presidente della confederazione Guido Bolaffi, "intende diventare l'organizzazione di rappresentanza degli imprenditori immigrati che accettano le regole del sistema italiano". E questo perché, ha sottolineato, deve essere azzerata una volta per tutte un'immagine "riduttiva dell'immigrazione intesa come disperazione e discriminazione. Puntiamo invece alla voglia di impresa e di successo che scaturisce come prevalente dalla nostra indagine".

A fronte di ciò, ha concluso Bolaffi, la Confartigianato si candida a rappresentare "la voglia di impresa e di occupazione qualificata che proviene dagli immigrati". (ANSA).

(6 giugno 2003)