Il punto della situazione
Immigrazione, braccio di ferro tra i Poli
Prodi: "Urge cooperazione Europa-Africa". Pisanu: "La Bossi-Fini ha bisogno di un tagliando"
ROMA - "L'Europa e l'Africa trattino in modo complessivo e multilaterale questi problemi".
Romano Prodi, evita di scendere direttamente nella bagarre politica che da alcuni giorni divide maggioranza e opposizione sulla soluzione per mettere fine al problema dell'immigrazione clandestina, richiamando invece l'attenzione di tutti sulla cooperazione che deve esserci tra Europa ed Africa, unico modo per bloccare sul nascere il dramma delle "tragedie del mare".
Un richiamo a Bruxelles, oltre che alla Libia, dunque, perché - é il ragionamento sotteso - non si può scaricare solo sull'Italia la soluzione di un problema che riguarda tutta l'Europa. Il presidente del Consiglio è netto: "Il trattamento a livello europeo del problema è l'unico modo per affrontarlo". Anzi, il Professore è ancora più esplicito: "Noi abbiamo la libera circolazione in Europa e poi non facciamo una politica comune sull'immigrazione. Questo non ha senso".
Se il premier chiama in causa direttamente Bruxelles per affidarle un ruolo di responsabilità nella soluzione del dramma degli sbarchi clandestini, nel mondo politico non si allenta il braccio di ferro tra Cdl e Unione sulle modalità per fronteggiare il problema. Mentre nella maggioranza non mancano le voci fuori dal coro che dalle fila della sinistra radicale continuano a chiedere l'abrogazione della Bossi-Fini e non semplici modifiche, nella Cdl c'é chi tenta di trovare un punto di incontro per giungere ad un aggiornamento della Bossi-Fini, anziché ad una sua cancellazione.
Tra i "dialoganti" l'ex ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu. Il senatore di Forza Italia, in un'intervista a Panorama, ammette che la Bossi-Fini ha bisogno di un "tagliando" e contemporaneamente lancia la proposta di "costruire nuovi Cpt in tutte le regioni". L'ex titolare del Viminale non risparmia attacchi ad "alcuni ministri che hanno posizioni che incoraggiano l'immigrazione clandestina e, di riflesso, turbano quella regolare".
Ospite del meeting di Cl a Rimini, il Guardasigilli Clemente Mastella fa presente che sono già pronti "alcuni punti di modifica alla legge Bossi-Fini", mentre " altre modifiche saranno trattate collegialmente dal governo. Dovremo dare un affondo - spiega Mastella - con l'inasprimento delle pene per gli scafisti, ma va anche certamente colpito il favoreggiamento di chi specula su questo dramma". Come il Professore, anche il Guardasigilli chiama in causa l'Europa perché "sì e di fronte ad una migrazione biblica che va affrontata dall'Unione europea con dignità".
Dalla sinistra radicale si continua a ripetere che l'attuale normativa va spazzata via: "'Il giudizio negativo sulla Bossi Fini e' decretato già dal dramma quotidiano dei tanti disperati che vengono qua in Italia", taglia corto Pino Sgobio dei Comunisti Italiani, mentre ancora più tranchant è il giudizio di Angelo Bonelli dei Verdi: "La Bossi-Fini è nata sotto le spinte razziste della Lega e ha completamente fallito. E' una legge indifendibile".
Se in 'casa' Unione non c'é piena condivisione della linea adottata dal Governo, anche nella Cdl, l'apertura di Pisanu e di Pier Ferdinando Casini ad una revisione della Bossi-Fini, restano un caso isolato. La Lega Nord infatti promette battaglia, e dopo aver schierato tutto lo stato maggiore del partito, oggi è direttamente il leader Umberto Bossi a non risparmiare critiche al Governo. "La politica dell'esecutivo è indecente a partire dall'immigrazione", è il giudizio del Senatur.
Da Alleanza Nazionale invece è il capogruppo del partito alla Camera, Ignazio La Russa, a puntare il dito contro la maggioranza mettendo l'accento sulla "non autosufficienza del Governo". "E' incredibile - osserva La Russa - che per ogni problema che il Governo deve affrontare, per il quale emerge il profondo contrasto interno alle forze del centrosinistra, si chieda l'appoggio dell'opposizione". Secondo La Russa poi "il problema" immigrazione non potrà essere risolto "fino a quando non sarà sconfitta la posizione ideologica della sinistra del 'venite tutti-venite presto''.
(25 agosto 2006)