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Corte dei Conti: troppi ritardi ed emergenze nelle politiche per l'immigrazione. I giudici contabili criticano la gestione 2002-2003
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ROMA - Politica dell'emergenza, ritardi, poca programmazione, assenza di approfondite valutazioni sulla effettiva necessità di immigrati nel sistema economico e sulle reali possibilità di assicurargli sostegno e integrazione. La Corte dei Conti non risparmia critiche alla politica dell' immigrazione negli anni 2002-2003. E nella relazione sulla gestione delle risorse destinate all'immigrazione parla di un approccio "condizionato dall'emergenza e dall'urgenza" e non risparmia appunti sui diversi aspetti che riguardano il fenomeno, dalla regolarizzazione, alle richieste di asilo, alla dotazione di mezzi tecnici, il cui fabbisogno è stato "sottostimato".

Critiche, dunque, ma anche qualche "segnale di miglioramento", come nella gestione dei centri di permanenza temporanea "improntata dal 2003 a criteri di maggiore uniformità e trasparenza" e nel rapporto tra il numero di stranieri irregolari rintracciati e trattenuti nei centri e quelli effettivamente rimpatriati.

IL BILANCIO DI DUE ANNI - Circa 153 mila stranieri sono stati allontanati, a fronte di 256 mila rintracciati in posizione irregolare; 703 mila regolarizzati, 2.193.999 con permesso di soggiorno valido al 31 dicembre 2003". E una spesa di oltre 230 milioni di euro per attività di sicurezza e contrasto e di 102 milioni per iniziative di sostegno all'immigrazione; più di 40 milioni (di cui 18 derivano dal contributo forfettario pagato dai datori di lavoro) i costi derivanti delle procedure di regolarizzazione.

POLITICA DELL'EMERGENZA - La gestione delle "consistenti risorse - dice la Corte dei Conti - si è svolta con un approccio condizionato dall'urgenza e dall'emergenza, all' interno di un quadro normativo non ancora stabilizzato in quanto non sono stati ancora emanati i regolamenti di attuazione della legge 189 del 2002". Risultato: "un ampio ricorso ad ordinanze di protezione civile, succedutesi a causa di un approccio 'step by step' ai problemi, e frequenti deroghe alla normativa vigente".

RITARDI NELLA REGOLARIZZAZIONE, MA... - "Notevoli ritardi - scrivono i giudici - si sono avuti nella regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari, attuata nel corso del 2002 e 2003. Le operazioni si sono concluse in tempi superiori a quelli previsti dalla legge, anche se sostanzialmente ragionevoli in considerazione del numero delle richieste (ben superiori alle aspettative) e della complessità del procedimento. Efficace l' adozione di modalità come lo sportello unico nelle prefetture, il coinvolgimento dell'ente poste, il ricorso a prestazioni di lavoro interinale da parte dei Ministeri interessati.

FLUSSI FOTOCOPIA DI QUELLI PRECEDENTI - "La determinazione dei flussi nel 2002 e 2003 - dice la Corte - è stata effettuata in via provvisoria, con provvedimenti che si sono limitati a confermare, in linea di massima, le quote previste negli anni precedenti in assenza di più approfondite valutazioni sulle effettive necessità del sistema economico e sulle reali possibilità di assicurare agli interessati adeguate misure di sostegno e integrazione".

SISTEMI INADEGUATI E RITARDI - La "sottostima dei fabbisogni e l'inadeguatezza del supporto informatico" hanno comportato, dice la Corte, "molteplici e rilevanti" conseguenze negative, come "la lunghezza dei tempi per l'esame delle richieste di asilo (10-12 mesi); il rinvio dell'attuazione dei rilievi dattiloscopici; il forte ritardo nella realizzazione della sala operativa delle attività di contrasto in mare all'interno della neo istituita direzione generale per l'immigrazione e la mancata istituzione dell'anagrafe annuale informatizzata presso il Ministero del lavoro. Insufficiente, anche, da parte di questo Ministero, l'azione di programmazione e coordinamento del Fondo per le politiche migratorie.

PENALIZZATO CHI CHIEDE ASILO, SERVONO RIMEDI - "Assai arretrata, ad oggi, risulta - secondo i giudici contabili - l' attuazione delle nuove misure dettate dalla legge 189 in materia di richiedenti asilo e rifugiati. L'inadeguatezza delle modalità di ospitalità riservate a dette categorie, non ancora accolte negli appositi centri di identificazione la cui realizzazione è in grande ritardo, unitamente all'eccessiva lunghezza dei tempi per il riconoscimento dello status di rifugiato, sono causa di seria penalizzazione e impongono l' adozione di urgenti rimedi.

MIGLIORANO I CENTRI DI PERMANENZA - "Segni di miglioramento nella gestione dei centri di permanenza temporanea", ma il monitoraggio del Viminale, denuncia il permanere di "differenze rilevanti" tra i costi nelle diverse strutture, (una media di 71 euro al giorno a persona, con oscillazioni da 44 a 165 euro). L' invito è pertanto ad approfondire le cause delle differenze. Va meglio anche il rapporto tra numero di stranieri irregolari rintracciati e trattenuti nei centri e quelli rimpatriati, risultato di un'accresciuta cooperazione con i paesi di provenienza e, in parte, al prolungamento dei termini di permanenza.

"Corte dei conti - Programma di controllo 2003 - Gestione delle risorse previste in connessione al fenomeno dell’immigrazione. Regolamentazione e sostegno all’immigrazione. Controllo dell’immigrazione clandestina".

(24 maggio 2004)