Friuli Venezia Giulia
Ai minori non accompagnati le quote residue del decreto flussi
Un'opportunità per chi non ha diritto alla conversione del permesso. L'ass. Cosolini: "Abbiamo formato questi ragazzi a nostre spese, giusto inserirli nelle aziende della Regione"
TRIESTE - In Friuli le quote per lavoratori dell'edilizia rimesse in gioco dal ministero del Welfare verranno riservate a minori non accompagnati che compiono 18 anni nel 2005 e hanno frequentato un corso di formazione accreditato dalla Regione o sono titolari di un contratto di apprendistato.
Lo ha deciso ieri la Giunta regionale, che all'inizio dell'anno aveva già riservato ai minori non accompagnati 50 quote dell'ultimo decreto flussi. "Quella riserva però si è già esaurita. I minori affidati sotto tutela dai sindaci della Regione sono circa 300 e quest'anno 80 di loro sono diventatati o diventeranno maggiorenni" dice l'assessore al lavoro Roberto Cosolini.
Secondo la legge sull'immigrazione, al compimento del 18 anno di età i minori stranieri non accompagnati devono essere rimpatriati. Solo chi è in Italia da almeno tre anni e ha frequentato per due un corso di formazione professionale può convertire il permesso per minore età in uno per lavoro. Una situazione che si verifica piuttosto raramente.
"In genere, per evitare il rimpatrio quando diventano maggiorenni, questi ragazzi si danno alla clandestinità. Chi invece ha la garanzia di una quota, può tornare tranquillamente nel suo Paese e poi rientrare in Friuli con un regolare permesso di lavoro".
"Abbiamo formato questi minori a nostre spese - conclude Cosolini - Solo inserendoli nelle aziende della Regione avremo un ritorno per le risorse investite".
(4 agosto 2005)
EP