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Fine settimana "caldo"
Manifestazioni in Puglia e Friuli contro i Cpt

La risposta di Mantovano: "Chiuderli significa aprire la porta ai clandestini"
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ROMA - Migliaia di persone, nel fine settinana scorso, sono scesi in piazza per protestare contro i Centri di permanenza temporanea, contro l'apertura di nuovi e l'esistenza dei vecchi, definiti "luoghi di scomparsa dei diritti umani". E nel profondo nordest, a Gradisca, in Friuli, come nel sud d'Italia, a Bari, hanno scandito gli stessi slogan.

Ma dire 'no' ai centri, ha assicurato il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, "significa dire con chiarezza che chiunque può venire clandestinamente in Italia". Alle due manifestazioni hanno partecipato centinaia di persone, per bloccare, a Gradisca, l'apertura di un nuovo centro all'interno di un'ex caserma, a Bari il via libera a quello che dovrebbe entrare in funzione tra poche settimane.

BARI, IN CPT SCOMPAIONO DIRITTI UMANI
Lo ha detto l'on. Alba Sasso (Ds), in prima fila durante la manifestazione, che ha invitato a "ripensare l'intera politica dell' immigrazione a partire dai modelli di accoglienza e diritto di asilo". Mentre il sindaco della città si è detto contrario "alla disobbedienza amministrativa", pur contestando i cpt. E al ministero ha chiesto "che queste strutture non siano chiuse alla città, ma abbiano una 'agibilita' democratica: il sindaco deve potere entrare ogni volta che vuole così come altri soggetti che vogliono verificare le condizioni di vivibilità all'interno di queste strutture".

'NO AI LAGER', IN FRIULI SFILANO I DISOBBEDIENTI
2.500 persone secondo gli organizzatori; mille per le forze dell'ordine, hanno partecipato alla manifestazione organizzata dall'assemblea nazionale delle reti Migranti e antirazziste. Tra loro, rappresentanti degli 'invisibili' con il passamontagna arcobaleno, alcuni dei quali hanno sfilato con il casco in mano e i leader della rete del precariato sociale, Andrea Olivieri, e dei Disobbedienti Luca Casarini, che se la sono presa con il sindaco. Il corteo è avanzato sotto il controllo di un imponente schieramento di forze dell'ordine con agenti di Polizia e Carabinieri in assetto antisommossa.

MANTOVANO, SENZA CENTRI PORTE APERTE A CLANDESTINI
"Se si contesta l'esistenza in vita dei Cpt - ha commentato il sottosegretario - bisogna dire con altrettanta chiarezza che chiunque può venire clandestinamente in Italia, in Puglia, a Bari senza che nessuno gli chieda neanche i documenti per non disturbarlo". E ha aggiunto: "I Cpt sono un tassello nel sistema più ampio di prevenzione e di contrasto della clandestinità: se si ritiene che chi viene clandestinamente in Italia debba essere riaccompagnato nel Paese di origine, si deve di conseguenza ammettere l'esistenza in vita dei Cpt, non solo in Italia ma in tutta Europa, in ossequio anche a precisi impegni presi in sede di attuazione del Trattato di Schengen".

(24 ottobre 2005)

s.c.