La relazione
De Mistura: "I Cpt non vanno chiusi, sono necessari"
Presentato oggi al Viminale il rapporto della Commissione. "Non rispondono alle necessità di un fenomeno in continua evoluzione"
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| L'ambasciatore De Mistura |
ROMA - "Non proponiamo la chiusura dei Cpt, perché sono tuttora comunque necessari per far funzionare un nuovo totale approccio e per affrontare l'immigrazione clandestina".
Piuttosto è necessario puntare al "progressivo svuotamento di alcune categorie di persone".
Lo ha detto l'ambasciatore De Mistura, presentando il rapporto sui Cpt realizzato per il Viminale dalla commissione che porta il suo nome.
Cpt non efficaci
Secondo quanto affermato da De Mistura, oggi durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto, l'attuale sistema di gestione dell'immigrazione tramite i Cpt "non è veramente efficace" e "non risponde alle necessità di un fenomeno in continua evoluzione".
Il sistema-Cpt, infatti, crea "gravi disagi alle forze dell'ordine e - ha spiegato l'ambasciatore - a varie categorie di persone che sono nei centri". Non solo: questo sistema, secondo la commissione De Mistura "ha costi elevatissimi" che non corrispondono ai criteri di efficacia. "Qualcuno ha detto - ha riferito De Mistura - che se questa fosse un'azienda privata dovrebbe dichiarare fallimento".
La commissione propone "di superare l'attuale sistema partendo dal rispetto della dignità della persona e dalla diversità delle situazioni individuali prevedendo: diversificazione delle risposte per categorie di persone; gradualità e proporzionalità delle misure di intervento, incentivazione della collaborazione tra immigrato e autorità; coinvolgimento maggiore della società civile nella gestione del fenomeno".
Sostanzialmente, dunque, la Commissione De Mistura propone "il superamento dei Cpt attraverso un processo di svuotamento dei centri stessi di tutte le categorie di persone per le quali non c'è esigenza di trattenimento". Insomma, per il team di esperti guidati da Staffan De Mistura alcune categorie di migranti non dovrebbero stare nei Cpt: "ex-detenuti, persone bisognose di protezione sociale, colf e badanti irregolari".
Amato: "Li chiuderei se servisse a risolvere il problema"
I Centri di permanenza temporanea non sono "il cuore del fenomeno" immigrazione. Per il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, i Cpt "sono un simbolo" che fa parte di un problema più ampio. Amato, nel corso della conferenza stampa di presentazione del rapporto ha aggiunto: "Li chiuderei tutti se servisse a risolvere il problema". Commentando i risultati il ministro dell'Interno ha sottolineato come i Cpt siano diventati "pomo della discordia" di un fenomeno complesso come è l'immigrazione clandestina. Sono comunque pochi gli immigrati clandestini che transitano per i centri di accoglienza.
A proposito dello "svuotamento" delle strutture presenti in Italia, indicato come suggerimento nel rapporto della commissione De Mistura, il ministro ha inoltre evidenziato alcuni dati su cui riflettere. Ad esempio, il fatto che un terzo della popolazione presente nei centri è di origine rumena e con l'allargamento dell'Ue a 27 paesi (di cui la Romania dal primo gennaio fa parte) si ha di fatto "uno svuotamento di un terzo dei Cpt".
Il Cir: "Cambio di rotta"
Soddisfazione del Consiglio Italiano per i Rifugiati, rappresentato nella Commissione dal suo Direttore Christopher Hein.
Il CIR considera - si legge in una nota - "il rapporto come una scossa data agli orientamenti prevalenti in questi ultimi anni in materia di asilo e immigrazione, un cambio di rotta, un passo in avanti verso una società più aperta, più accogliente, più moderna che non può continuare ad affrontare i problemi migratori con soluzioni inaccettabili quali i CPTA e CID".
Secondo le proposte della Commissione - si aggiunge - i richiedenti asilo "non dovrebbero più essere rinchiusi in 'Centri di identificazione' ma dovranno contare, dal momento del loro arrivo in Italia, su di un'accoglienza vera: prima, per un breve periodo, in 'Centri di soccorso' e poi in uno dei centri dell'attuale Sistema di protezione, gestito da numerosi comuni in tutta Italia, che dovrà essere adeguatamente potenziato per essere presente sul territorio in modo capillare".
Il CIR si augura che Governo e Parlamento seguano le linee tracciate dalla Commissione, trasformando in tempo breve le proposte in atti concreti a livello legislativo e amministrativo."Il CIR vorrebbe intepretare in questo modo le dichiarazioni fatte dal Ministro Amato in occasione della consegna del rapporto sulla necessità di offrire a tutti i richiedenti asilo gli stessi diritti e garanzie procedurali. In questo momento di grande ripensamento critico della legislazione sull'immigrazione, riteniamo inoltre improrogabile l'introduzione di una legge organica sull'asilo".
(31 gennaio 2007)