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Al via le ispezioni, si parte da Lampedusa

Amato: "Non se ne può fare a meno, ma non devono essere carceri"
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ROMA - Si partirà dal Cpt di Lampedusa, uno dei centri più discussi, sempre sovraffollato. Poi sarà la volta di Crotone, ma quelle che prenderanno il via tra poco più di una decina di giorni saranno solo le prime di una fitta serie di ispezioni che "in tempi brevi" toccheranno tutti i cpt d'Italia.

Lo ha deciso la commissione sui Centri di permanenza e accoglienza voluta dal Ministro Giuliano Amato, che ieri si è riunita per la prima volta al Viminale ed ha già stilato una prima scaletta di lavori. L'obiettivo è quello di rispettare la scadenza fissata dallo stesso ministro: sei mesi per mettere a fuoco tutti i problemi legati ai centri e formulare delle proposte. E così tra il 19 e il 23 luglio, accanto ai tecnici del Viminale, agli esperti dell'Anci e ai rappresentanti delle associazioni umanitarie, attraverseranno le stanze di un centro come quello di Lampedusa, che ha una capienza di 190 posti ma spesso si trova ad ospitare più di 500 persone, anche il regista Gianni Amelio e l'ambasciatore Staffan De Mistura, rispettivamente componente e presidente della Commissione.

AL VIA LE ISPEZIONI, SI INIZIA CON LAMPEDUSA E CROTONE
E' stato deciso nel corso della prima riunione della Commissione, aperta dal sottosegretario Marcella Lucidi, che si è detta "molto soddisfatta soprattutto per lo spirito di collaborazione e collegialità con cui i componenti hanno dimostrato di voler lavorare". Lampedusa è uno dei centri con più problemi di capienza, come ha ricordato oggi anche lo stesso ministro Amato, spiegando che "la capacità ricettiva è inferiore al numero di persone che arrivano dall'Africa" e annunciando che, proprio per affrontare "le emergenze estive", è stato "aumentato il numero di operatori" che vi lavorano e sono stati "potenziati i servizi di trasferimento" in altri Cpt. Crotone è uno dei centri più grandi, un cpt polifunzionale con 1322 posti. In tempi brevi verranno visitati tutti i centri: 15 quelli di permanenza e 8 quelli di accoglienza che si trovano in Italia.

ANCHE GIANNI AMELIO NELLA COMMISSIONE
Anche il noto registra, che ha girato film sui temi dell'immigrazione come "Lamerica" e "Così ridevano", è entrato a far parte della Commissione, composta, tra gli altri, da Pasquale Piscitelli, direttore centrale dell'immigrazione e della Polizia delle Frontiere; Nicola Prete, direttore centrale dei servizi civili per l'immigrazione e l'asilo; Luca Pacini, responsabile dell' ufficio immigrazione e diritto d'asilo dell'Anci; Le Quyen Ngo Dinh (Caritas); Gianfranco Schiavone, (asgi); Annemarie Von Hammerstein Gesmold ved. Dupré, (Federazione Chiese evangeliche in Italia); Filippo Miraglia (Arci); Giuseppe Gulia (Acli); Daniela Pompei (S. Egidio); Christopher Hein (Cir); Maurizio Falco (Dipartimento per le libertà civili e l' immigrazione).

AMATO, I CPT NON DEVONO ESSERE CARCERI
Il ministro lo ha ripetuto in più occasioni, precisando però che non se ne può fare a meno, perché "la necessità di identificare queste persone e rimandarle nei paesi di origine è ineludibile". Di qui la necessità di una commissione ad hoc, in grado di controllare le condizioni dei centri che, ha ribadito il ministro, "non devono avere una funzione punitiva". "La commissione - ha spiegato Amato annunciando la sua costituzione- ci dirà cosa ha trovato nei centri e quali sono gli interventi necessari".

(7 luglio 2006)