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Immigrazione
Il governo studia un disegno di legge per modificare la Bossi-Fini

Si pensa al carcere obbligatorio per gli scafisti e all'aumento della sanzione per il delitto di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina
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ROMA - Rivedere la 'Bossi-Fini' in più punti, con un provvedimento che potrebbe essere anche un decreto legge da sottoporre al prossimo consiglio dei ministri. Così il governo intende rispondere all'emergenza immigrazione clandestina, dopo le tragedie del mare di questi ultimi giorni.

Il ministro dell'Interno Giuliano Amato e il Guardasigilli Clemente Mastella annunciano l'istituzione di un tavolo congiunto, presso il ministero della Giustizia, tra gli esperti degli uffici legislativi di Via Arenula e del Viminale che entrerà nel vivo dei lavori all'inizio della prossima settimana. Con una nota del ministero dell'Interno, Amato e Mastella precisano di aver "condiviso" la decisione annunciata di attivare due pool, uno investigativo interforze e l'altro inquirente, per la lotta all'immigrazione clandestina e l' urgenza di perfezionare il sistema della cooperazione giudiziaria con i paesi di provenienza dei flussi migratori.

Una puntualizzazione, questa, per mettere a tacere alcune voci su un presunto disappunto del Guardasigilli per il mancato coinvolgimento nel vertice di ieri a Viminale. Di fatto - assicurano ambienti del ministero della Giustizia - l'ufficio legislativo di Via Arenula ha già da tempo allo studio alcune ipotesi di modifica alla 'Bossi-Fini'. Peraltro, non lontane dalle richieste avanzate dal procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, ieri presente all'incontro al Viminale con Amato.

Le principali modifiche alla 'Bossi-Fini' riguarderebbero tre punti: l'affidamento alle Direzioni nazionali antimafia (e quindi alla supervisione della Dna di Grasso) di tutte le tipologie di reato che riguardano l'immigrazione clandestina; il carcere obbligatorio per gli scafisti; l'aumento della sanzione per il delitto di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Nel primo caso s'intende modificare l'art. 12 della 'Bossi-Fini', così da far rientrare anche il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina tra le competenze delle 26 Direzioni distrettuali antimafia (Dda), che sino ad ora possono avere voce in capitolo solo per i reati di riduzione in schiavitù e tratta di esseri umani. Agrigento non è sede di Dda ma la decisione, annunciata ieri da Amato, di costituire anche in questa zona di frontiera un "pool di investigatori" , per "sostenere più incisivamente l'istruttoria giudiziaria", viene condivisa da Mastella, come sottolinea la nota del Viminale.

E ancora: tra le altre modifiche legislative si pensa ad innalzare, nel minimo, la pena prevista per il favoreggiamento dell'immigrazione: chi contribuisce all'ingresso di un clandestino in Italia è attualmente punito con una pena da 1 a 5 anni (da 4 a 12 se il favoreggiamento è aggravato). L'ipotesi é di aumentare il minimo della pena da 1 a 2 anni, così da evitare la possibilità che gli scafisti tornino in libertà grazie alla sospensione condizionale della pena spesso concessa dal gip (e consentita al di sotto dei 2 anni). Tra le correzioni alla 'Bossi-Fini fino ad ora ipotizzate a Via Arenula c'é, infine, il carcere obbligatorio per gli scafisti, non solo per quelli colti in flagrante, ma anche per coloro gravemente indiziati di aver traghettato clandestini: la misura cautelare obbligatoria sarà introdotta così come per i delitti di mafia.

(24 agosto 2006)