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VENETO - Mentre il Governo proclama l'emergenza immigrazione e mobilita le prefetture contro gli sbarchi e i clandestini, in Veneto si moltiplicano le iniziative della Regione a favore dei cittadini extracomunitari.
La Giunta veneta ha infatti appena approvato cinque progetti pilota e stanziato l'equivalente di un miliardo di lire per andare incontro ai bisogni di bambini e donne immigrate con figli piccoli. L'iniziativa, proposta dall'assessore regionale ai flussi migratori Raffaele Zanon, ruota attorno alla scuola, luogo nel quale i più piccoli possono trovare maggiori opportunità di integrazione. Due dei cinque progetti "pilota" riguardano le mamme immigrate, per aiutarle ad usare i servizi sociosanitari e ad inserirsi nel mondo del lavoro, in particolare, come "badanti". L'obiettivo dell'operazione - si legge in una nota della Regione Veneto - è "migliorare l'integrazione sociale e culturale, l'accesso ai servizi sociali e scolastici e il generale livello di qualità della vita delle donne straniere immigrate con figli piccoli nel Veneto".
I cinque progetti "pilota" sperimentali nel settore dell'immigrazione avranno un importo di 516.456 euro (pari a un miliardo di lire).
"Il provvedimento - spiega l'assessore Zanon - rientra nel programma di iniziative ed interventi in materia di immigrazione per il 2001, che ha quantificato in 6.455.711 euro (pari a 12,5 miliardi dilire) la disponibilità finanziaria complessiva indicata dalla Regione. I progetti pilota - aggiunge - in particolare nascono dalla constatazione del crescente radicamento del fenomeno immigratorio nel Veneto, chiaramente indicato dai ricongiungimenti familiari con aumento del segmento femminile e dei minori. Si è ritenuto pertanto utile indirizzare progetti specifici in questa direzione collocandoli in tre aree provinciali: Vicenza, Padova e Venezia".
Tre dei cinque progetti saranno realizzati nella provincia di Padova.
Il primo, affidato alla Direzione scolastica provinciale di Padova, prevede interventi a favore di minori stranieri, in condizioni di disagio sociale, per aiutarli a superare le difficoltà di adattamento all'ambiente scolastico e a sviluppare le capacità di apprendimento.
Il secondo progetto (Usl 15 Alta Padovana), riguarda la realizzazione di azioni d'integrazione socio-culturale e formativa dei minori e dei giovani stranieri per l'inserimento scolastico, facilitando il passaggio dalla comunità di appartenenza alla nuova realtà di convivenza tra i banchi.
Il terzo (Usl 17 di Este) prevede la realizzazione di una mappa delle emergenze e delle esperienze territoriali, per elaborare un sistema integrato tra enti e servizi che miri all'inserimento socioculturale dei minori stranieri.
Nella provincia di Vicenza (Usl 6), invece, verranno realizzati percorsi integrativi sperimentali per donne straniere immigrate con figli in età prescolare e scolare, in favore delle quali si punterà allo sviluppo di attività di accoglienza, accompagnamento e sostegno per facilitare il loro accesso alla rete dei servizi sociosanitari e il "dignitoso" inserimento lavorativo.
Il quinto e ultimo progetto pilota si terrà infine nella provincia di Venezia (Usl 14 di Chioggia) e riguarderà l'attuazione di interventi per l'inserimento lavorativo di donne straniere immigrate interessate a trovare impiego come "badanti" nel settore dei servizi socioassistenziali. I progetti sono finanziato con 103.291 euro ciascuno.
(02 aprile 2002)
Giovanni Senatore
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