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Fra 20 anni 6 milioni e mezzo di immigrati. Le stime del demografo Massimo Livi Bacci nella prima giornata del congresso dei Ds a Roma
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ROMA - In 20 anni è destinata a raddoppiare, se non quasi triplicare, la presenza di cittadini immigrati in Italia. Le previsioni demografiche stimano che dagli attuali 2.5-3 milioni si raggiungerà quota 6.500.000.

Queste le previsioni sono del demografo dell'Università di Firenze, Massimo Livi Bacci, che ieri è intervenuto alla prima delle due giornate del convegno dei Ds sulle politiche per l'immigrazione in corso a Roma, ed ha parlato dell'"enorme vuoto demografico" a cui è destinata la popolazione italiana tanto che nei prossimi 20 anni diminuirà di cinque milioni. Un fenomeno, quindi, che richiede importanti politiche per l'integrazione. Pena il rischio di conflitto sociale.

E al convegno - dal titolo "Immigrati e italiani: il futuro è convivenza", che oggi ha in programma un' assemblea a cui sono attesi 400 immigrati - la responsabile welfare dei Ds, Livia Turco, ha lanciato una serie di proposte.

Fra queste, l'ipotesi di prevedere con gli stranieri "patti di convivenza", ossia accordi sui reciproci diritti e doveri. Il patto di convivenza si configura come un "vero e proprio rito civile per sottoscrivere da un lato l'impegno a rispettare le regole del nostro paese e dall'altro a riconoscere pari diritti sociali, civili e politici".

Nel progetto della parlamentare, dalla valenza "simbolica", la persona straniera residente da 5 anni nel nostro Paese, in possesso di un lavoro, con la fedina penale pulita, che ha frequentato corsi di lingua e cultura italiana, "ha diritto a chiedere la stipula di un 'patto di convivenza' attraverso l' acquisizione della Carta di soggiorno. La stipula del 'patto' avviene su richiesta della persona immigrata rivolta al sindaco della Carta di soggiorno e nella reciproca sottoscrizione della Costituzione italiana".

Secondo l'andamento demografico in corso gli immigrati, fra breve, rappresenteranno il 25-30% della popolazione italiana complessiva: si tratta di stime "legittime e prudenti" ha tenuto a precisare Livi Bacci secondo il quale "l'immigrazione é il fenomeno sociale che cambia l'Italia".

Potrebbe giovare, a suo avviso, una forma di flessibilità negli ingressi: i paesi che bloccano l'accesso di immigrazione legale sono destinati a creare ampie bolle di clandestini e a ricorrere ogni 4-5 anni a sanatorie.

L'esponente Ds Giorgio Napolitano, che ha firmato insieme a Livia Turco la legge sull'immigrazione del governo di centrosinistra, ha posto l'attenzione sull'Europa che dovrebbe dotarsi in materia di una politica unitaria. Napolitano ha annunciato che intende adoperarsi per promuovere in questo settore la Carta dei principi della politica europea. A base della carta andrebbero riportati i principi affermati dal segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, nel recente intervento al parlamento europeo. Del tutto contrario si è detto alla politica dell'immigrazione identificata con la lotta alla clandestinità.

Per favorire l'integrazione sociale degli immigrati, Livia Turco ha ribadito l'impegno dei Ds per il diritto di voto degli immigrati a livello locale e per la riduzione dei tempi per avere la cittadinanza (da 10 a 7). Allo studio anche l'ipotesi di una regolarizzazione 'ad personam' per chi è in Italia da 5 anni, in modo irregolare, ma ha avuto continuità di rapporti di lavoro e lealtà verso il paese.

(21 febbraio 2004)