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Rapporto Onu: La Russia traina l'Est e i Balcani, economia: +4%

ROMA - Soffia un vento positivo sull'economia dei paesi dell'Est dai quali proviene buona parte degli immigrati che vivono in Italia. Un rapporto dell'Onu, realizzato dalla Commissione Economica per l'Europa che ha preso in considerazione anche i dati relativi a Russia e Balcani, indica una crescita complessiva del 5% nel 2001 ed una previsione di incremento per quest'anno del 4% circa.

Apertura delle frontiere commerciali, avvio di riforme strutturali, dal credito al mercato del lavoro, i punti di forza del "miracolo" operato dai paesi che appartenevano alla sfera di influenza sovietica, ormai incamminati in modo irreversibile verso l'economia di mercato.

In particolare, secondo gli analisti delle Nazioni Unite, a fare da traino dello sviluppo è la Russia, che nel 2001 ha fatto registrare una crescita dell'economia pari al 9%.

Nel complesso sarebbero la domanda interna e l'ottimismo degli investitori, sia interni che esterni, gli elementi alla base della crescita delle economie dell'Est, la cui affidabilità sarebbe dimostrata anche dal fatto che gli investimenti stranieri non hanno subito i contraccolpi della crisi in Argentina.

La maglia nera, in questa speciale classifica, secondo il rapporto dell'Onu, spetterebbe invece alla Polonia.

L'economia del paese, patria di Lech Walesa, è cresciuta dell'1,1% nel 2001, mentre le previsioni per quest'anno sembrano addirittura inferiori.

A questo proposito, Varsavia e Bruxelles hanno deciso in via provvisoria il mantenimento delle 14 zone speciali in Polonia, che offrono agli investitori vantaggi fiscali. Create all'inizio degli Anni '90 nelle regioni con maggiore disoccupazione, le zone speciali sembrano destinate a sopravvivere anche dopo l'ingresso della Polonia nell'Unione Europea, prevista per il 2004.

Unica condizione: l'annullamento di una parte dei vantaggi per le società che esportano verso l'Ue. Queste società potranno usufruire di vantaggi fiscali ridotti al 50-65%. Resteranno intatti ancora per alcuni anni, invece, i benefici per le imprese che lavorano soltanto per il mercato polacco.

Le preoccupazioni delle Nazioni Unite però riguardano anche altri paesi dell'ex blocco sovietico. L'economia della Repubblica Ceca, ad esempio, è balzata nel 2001 a +3,6%, ma le previsioni indicano per il 2002 un tasso di crescita più lento, compreso tra il 2,6 e il 3,6%.

Migliori invece le percentuali dell'Ungheria, che quest'anno potrebbe far segnare un +4,2% rispetto al 3,8% del 2001.

Ad una crescita complessiva nel 2001 del 6,2%, infine, per i paesi baltici quest'anno le previsioni indicano un tasso del 4,2%.

Il rapporto delle Nazioni Unite conclude ricordando che le economie dei paesi dell'Est, Russia e Balcani compresi, sono da tempo sotto costante osservazione da parte delle multinazionali, che monitorano di continuo la situazione per tentare di partecipare alle privatizzazioni e per sistemare una propria "pedina" all'interno dei paesi candidati all'ingresso nell'Unione Europea. Basti pensare al riguardo che nel 2000 gli investimenti hanno raggiunto quota 26,9 miliardi di Euro.

(10 giugno 2002)

Giovanni Senatore