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Economia: in crescita stranieri titolari d'impresa. In 3 anni +51,7%
BOLOGNA - A fine 2003 gli extracomunitari
attivi iscritti nel registro imprese sono risultati in Italia
237.117 (25.618 in più rispetto al 2002).
Secondo una
elaborazione dell' Ufficio Studi di Unioncamere Emilia-Romagna,
nell' arco di appena un triennio c'é stato un aumento
percentuale del 51,7%, rispetto alla crescita del 2,8% degli
italiani.
In ambito regionale, l' incremento percentuale più vistoso
é stato registrato nel Lazio (+74,1 per cento), davanti a
Emilia-Romagna (+60,1%) e Liguria (+59,4). Relativamente meno in
Valle d'Aosta (+17,4 per cento) e Molise (+22,0%).
In rapporto
alla totalità delle persone attive, gli extracomunitari hanno
inciso in Italia per il 3,0 per cento rispetto al 2,1% di fine
2000. La percentuale regionale più alta appartiene al
Friuli-Venezia Giulia (4,9 per cento), davanti a Lazio e
Abruzzo, entrambi con una percentuale del 4%.
Il rapporto più
basso è della Basilicata (1,6 per cento), seguita da Puglia
(1,7) e Valle d' Aosta (1,8). L'Emilia-Romagna si è attestata
al 3,1 per cento, appena al di sopra della media nazionale. Per
quel che riguarda le forme societarie, tra gli immigrati
prevalgono nettamente i titolari d' impresa, che, sempre a fine
2003, sono risultati 145.411 equivalenti al 61,3 per cento degli
extracomunitari. Rispetto al 2000 i titolari extracomunitari
sono cresciuti del 72,7 per cento.
La partecipazione a società di persone ha coinvolto un
numero molto più contenuto di extracomunitari: 25.251, con un
aumento del 20,9 per cento rispetto a fine 2000. La percentuale
regionale più elevata è stata registrata in Valle d'Aosta
(26,5 per cento), davanti a Umbria e Trentino-Alto Adige,
entrambi con una quota del 21,7 per cento. L' Emilia-Romagna si
é attestata al 9,6 per cento, appena al di sotto della media
nazionale del 10,6 per cento.(ANSA).
(20 febbraio 2004)
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