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Lavoro: Cgil, in edilizia sempre più immigrati
La presenza degli immigrati nel settore edile diventa ogni giorno sempre più un fenomeno strutturale nel nostro Paese.
Nel 2002 erano oltre 140 mila e rappresentavano il 12% della forza lavoro totale del settore (contro il 7% del 2001; il 6% del 2000; il 5% del 1999), con punte del 30% in alcune grandi città come Roma, Milano e Genova. A livello di macro regioni, nel 2002 i lavoratori extracomunitari hanno toccato punte del 18% nel Nord Ovest e del 14% nel Nord Est. E' quanto emerge dal Rapporto Fillea-Cgil su 'Edilizia ed Immigrati' presentato oggi a Bologna, da cui si evince una crescita degli extracomunitari nel settore anche nell'anno in corso, soprattutto a seguito della sanatoria della legge Bossi-Fini.
Secondo i dati Istat, rileva il Rapporto, nel mese di aprile 2003 l'occupazione in edilizia evidenziava una crescita di 112 mila occupati (+6,5%) rispetto allo stesso mese del 2002, e come é noto il settore edile registra ancora una forte presenza di lavoro irregolare. Un problema che interessa soprattutto gli immigrati visto che il 60% di chi lavora in nero proviene da oltre i confini europei. Si tratta soprattutto di giovani con meno di 35 anni (la media degli edili italiani si aggira intorno ai 40 anni) e con qualifiche basse come apprendisti ed operatori generici.
L'introduzione della legge Bossi-Fini ha fatto lievitare soprattutto gli ultimi mesi del 2002, in cui si è registrato un vertiginoso aumento delle iscrizioni alle Casse Edili di lavoratori stranieri. Globalmente, le domande totali di regolarizzazione nel settore delle costruzioni legate alla legge Bossi-Fini sono state stimate in circa 43.324 (fonte Cresme). Al primo posto svetta la Lombardia, con 11.791 domande, seguita dal Lazio (5.932) e dal Veneto (4.375). Le città italiane dove si registra la maggiore presenza di lavoratori edili immigrati sono quelle del nord, dove Milano, Torino, Brescia, Pavia, Verona, Treviso, Vicenza, Genova detengono il primato. Al centro è soprattutto Roma a fare da polo di attrazione, seguita da Firenze, Perugia, Latina, L'Aquila. Al Sud e nelle isole la maggiore presenza si registra a Napoli, Bari e Lecce.
Riguardo alle condizioni di lavoro, il Rapporto Fillea rileva l'alta incidenza degli infortuni sul lavoro degli immigrati, che spesso svolgono i lavori più disagiati e più gravosi. Dai dati delle denunce di infortuni Inail si evince, dice il Rapporto,che 1 su 10 riguarda un lavoratore immigrato. Inoltre, dai monitoraggi che la Fillea sta facendo sugli infortuni mortali in edilizia nel 2003 emerge che più del 10% delle vittime sono proprio edili provenienti da paesi extracomunitari.
Ecco di seguito una tabella con le domande di regolarizzazione relative al settore delle costruzioni in Italia.
Piemonte 3.678
Val d'Aosta 51
Lombardia 11.791
Liguria 954
Trentino A.A. 337
Veneto 4.375
Friuli V. G. 529
Emilia Romagna 3.565
Toscana 3.258
Umbria 723
Marche 917
Lazio 5.932
Abruzzo 706
Molise 72
Campania 3.297
Puglia 1.016
Basilicata 163
Calabria 857
Sicilia 920
Sardegna 184
Italia 43.324
(1 luglio 2003)
s.c.
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