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Edilizia italiana: sono quasi 150mila gli stranieri che vi lavorano. Il 25% del settore
ROMA - Immigrati toccasana dell'edilizia italiana.
Gli ultimi dati ne sono la conferma: quasi 150 mila i lavoratori regolari impiegati in edilizia pari al 20,25% del totale dei lavoratori iscritti alle casse edili, cio' vuol dire che un lavoratore su 4 in edilizia e' immigrato.
I dati sono stati illustrati il fine settimana scorso da Domenico Pesenti, segretario generale della Filca-Cisl, la federazione italiana lavoratori costruzioni e affini.
"Gia' nel 2002 - ha spiegato Pesenti - il lavoro edile era sempre piu' straniero: intorno, appunto al 24% con un aumento del 9,6% rispetto all'anno precedente".
L'edilizia e le costruzioni "continuano ad essere - ha aggiunto il segretario generale Filca - il settore che assorbe piu' manodopera, seguito dai servizi operativi alle imprese e il settore alberghi e ristoranti. le nuove assunzioni riguardano invece il settore del legno".
Per quanto riguarda la provenienza degli immigrati in Italia, il 38,5% arriva da Paesi europei, il 28% dall'Africa, per il 19,3% dall'Asia e per il 13,1% dall'America.
La graduatoria delle nazionalita' vede al primo posto i paesi Slavi con 144.000 presenze provenienti dall'Albania e 75.000 dalla Romania, seguiti dal Marocco con 158.000 presenze dal Marocco, 64.000 i filippini e infine 57.000 i cinesi.
La presenza a livello regionale vede al primo posto la Lombardia con il 23% di presenze, il Lazio con il 15,8%, il Veneto con 10,2% e l'Emilia Romagna con il 9,9% di presenze, agli ultimi posti Valle d'Aosta e Basilicata con lo 0,02%.
"Le priorita' della Filca-Cisl in tema di immigrazione - ha concluso Pesenti - sono quelle di arginare il lavoro nero, risolvere il problema abitativo e puntare sulla formazione, sia in Italia che nei paesi d'origine".
(18 novembre 2003)
s.c.
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