Italia

                             Europa

                             Statistiche

                             L'intervista

                             Flussi

                             Città e regioni

                             L'avvocato

                             Volontariato

                             Media

                             Cultura

                             Musica


Europa
Mario Monti: "I lavoratori dell'est sono una risorsa per l'economia"
Rapporto Ecas: Italia meta preferita per i romeni
Invia questo articolo   Stampa questa pagina   Ingrandisci il testo   Diminuisci il testo

BRUXELLES - Gli Stati membri dell'Unione europea dovrebbero avere "un atteggiamento più positivo" nei confronti dei lavoratori provenienti dai Paesi dell'Europa centro-orientale, perché essi rappresentano una risorsa piuttosto che un problema per le economie nazionali.

A parlare è l'ex commissario europeo Mario Monti, che, in veste di presidente del think tank brussellese 'Ecas' (European citizens' action service) ha presentato ieri al Parlamento europeo di Strasburgo un rapporto sui flussi dei lavoratori dell'est dall'allargamento del 2004 ad oggi.

"Piuttosto che limitare il loro arrivo e di correre il rischio di un'immigrazione clandestina, bisognerebbe prendere in considerazione il loro apporto all'economia", ha osservato Monti.Nel rapporto l'autrice Julianna Traser rileva che "nel complesso" l'immigrazione dagli otto Paesi del centro-est europeo (i dieci dell'allargamento meno Malta e Cipro) "è rimasta bassa", attestandosi secondo Eurostat intorno allo 0,2% della popolazione dei 'vecchi 15' dell'Ue. La loro presenza, inoltre, scrive Traser, ha contribuito alla crescita economica senza pesare sulle finanze pubbliche.

Italia preferita dai romeni
Secondo l'Ecas, che cita uno studio romeno, l'Italia sarebbe la metà preferita degli aspiranti emigranti dalla Romania (29%), seguita dalla Spagna (22%), la Germania (13%) e l'Ungheria (6%), anche se "la gran parte" della popolazione preferirebbe destinazioni Oltreoceano come gli Usa e il Canada. Il documento cita anche dati ufficiali relativi al 2004, quando sono stati rilasciati 175.152 permessi di lavoro a romeni in Italia, e "circa 90.000" in Spagna.
Per quanto riguarda i bulgari, le maggiori comunità di espatriati secondo lo studio ceco citato dall'Ecas sono in Grecia (200.000), Spagna (80.000) e Italia (60.000), ma anche nel loro caso le destinazioni extra-Ue come il Nord America, l'Australia e il Sudafrica sarebbero spesso preferite a quelle europee.
Il rapporto del think tank di Mario Monti lamenta anche la difficoltà nella raccolta dei dati relativi a Italia, Francia, Portogallo, Spagna, Grecia e Polonia mentre loda "le informazioni di alta qualità" disponibili in Gran Bretagna, Irlanda, nei Paesi nordici e - su richiesta - in Austria.

Nelle raccomandazioni finali, il rapporto invita i Venticinque a esaminare l'impatto dell'apertura delle frontiere ai lavoratori da Bulgaria e Romania, ma auspica che non vengano adottate delle restrizioni. I Paesi interessati dovrebbero studiare sistemi "adeguati" di monitoraggio dei flussi migratori, e solo in caso di "gravi turbative al mercato del lavoro" applicare misure di salvaguardia.

SCARICA IL RAPPORTO

(6 settembre 2006)