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L'Eurispes: "Sono 600mila gli irregolari in Italia. Bene la proposta di Fini, il passo successivo è liberalizzare gli ingressi"   Invia questo articolo

ROMA - Secondo l'Eurispes in Italia ci sarebbero ancora 600mila stranieri "che non hanno la possibilità o la volontà di regolarizzare la loro presenza".

Se sommiamo questi irregolari agli stranieri contati dall'Inps incrociando la sua banca dati con quelle dell'Inail e del Viminale (1milione 877mila), e a quelli che hanno presentato domanda di regolarizzazione (almeno 600mila), la popolazione immigrata in Italia supera quota 3 milioni.

La stragrande maggioranza degli irregolari stimati dall'istituto di ricerche lavorerebbe nell'agricoltura (specialmente al Sud), nei servizi (ristorazione e bar) e nell'edilizia (come manovali).
Tra loro ci sarebbe anche una quota di persone che giudica l'Italia solo un paese di passaggio verso lidi più allettanti (Nord America o Nord europa), e che non vuole assoggettarsi a leggi del lavoro e fiscali ritenute troppo restrittive.

Il prof. Gian Maria Fara , presidente dell'Eurispes, ritiene che l'apertura di Fini al voto agli immigrati è "in linea con le esigenze sociali ed economiche del Paese e costituisce una vera e propria svolta in direzione di una moderna politica dell'accoglienza e dell'integrazione".
Ma non ci si può fermare qui.

"Il passo successivo - dice Fara - dovrebbe essere quindi quello di liberalizzare gli ingressi degli immigrati: riceverli non sulle spiagge di notte, ma nei porti di giorno".
Secondo Fara sarebbero le organizzazioni criminali a creare un "bisogno indotto"all'immigrazione, che verrebbe meno se ci fosse un accesso ben regolato e alla luce del sole.

L'Eurispes ritiene che la liberalizzazzione verrebbe incontro alle esigenze della nostra economia, che chiede almeno 100mila immigarti l'anno, e non potrebbe creare problemi in un paese in cui l'incidenza degli immigrati sulla popolazione è più bassa dela media europea.

"Quand'anche i flussi immigratori - precisa Fara - assumessero davvero dimensioni preoccupanti, l'ufficialità e la trasparenza degli ingressi consentirebbe l'immediato riconoscimento degli immigrati, anche attraverso il rapido rilascio di una carta di identità e la possibilità di selezionarli identificando gli indesiderabili".

Il maggior numero di ingressi regoalri sarebbe infine un'arma valida contro il calo demografico, e il conseguente invecchiamento della popolazione.
Se le tendenze rimarranno invariate, fa notare l'Eurispes, nel 2050 il 34,9% degli italiani avrà più di 65 anni, mentre i giovani rappresenteranno appena il 20% della popolazione.

(10 ottobre 2003)

Elvio Pasca