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Il dato
Eurodac: il 16% delle domande d'asilo sono doppie

Richiedenti in calo rispetto a ingressi illegali nei Paesi Ue
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BRUXELLES - Nel 2005 il sistema Eurodac, la Banca dati europea che permette l'identificazione delle impronte digitali di chi richiede asilo o cerca di entrare illegalmente in uno dei 25 Paesi comunitari, ha identificato tra le domande di asilo un 16% di "domande doppie".

Lo ha annunciato ieri la Commissione Ue, che ha pubblicato il terzo rapporto annuale sulle attività di Eurodac.

Nel 2005, la Banca dati Ue ha trattato 187.223 impronte digitali di chi richiede asilo, 25.162 impronte di persone che hanno attraversato illegalmente la frontiera di un Paese comunitario e 46.299 impronte di chi soggiornava irregolarmente in uno Stato europeo.

Il vice presidente della Commissione Ue Franco Frattini, responsabile per immigrazione, giustizia e libertà, ha sottolineato che senza Eurodac "sarebbe molto più difficile, quasi impossibile, identificare le domande di asilo introdotte dagli stranieri". "I dati - ha aggiunto Friso Roscam Abbing, portavoce di Frattini - dimostrano che il numero di richieste di asilo è diminuito rispetto al numero di persone che hanno varcato illegalmente le frontiere di uno Stato europeo".

Il compito della Banca dati centralizzata è quello di raccogliere e mettere a confronto le informazioni fornite dagli Stati membri per identificare gli immigrati sotto esame. In questo modo funziona da deterrente contro il diffuso fenomeno della "doppia domanda".

Entrata in funzione dal gennaio 2003, la Banca dati consente a ogni Stato membro di confrontare le proprie impronte digitali con quelle depositate della banca dati centrale: questo raffronto permette di verificare se alla medesima persona sia già stato riconosciuto - o rifiutato - l'asilo in altro Stato.

(20 settembre 2006)