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La lotta all'immigrazione clandestina sarà al centro del prossimo vertice europeo di Siviglia
Il prossimo vertice europeo di Siviglia - il 21 e 22 giugno - avrà come tema prioritario l'immigrazione clandestina nei paesi dell'Unione.
Il presidente di turno dell'Ue, il premier spagnolo José Maria Aznar, ha già annunciato che presenterà ai partner Ue delle proposte tese ad inasprire le norme in materia.
"In materia di immigrazione e asilo - ha dichiarato ieri Aznar, in vista a Bruxelles - le maschere ipocrite devono cadere. Se vogliamo una buona politica di immigrazione deve essere legale e sostenibile, aiutare i paesi che hanno problemi di emigrazione".
Il premier belga Guy Verhostatd gli ha fatto subito eco: "Credo che bisogna discutere di cose concrete, ossia come proteggere le frontiere esterne dell'Ue, come mettere in pratica una polizia comune delle frontiere o un altro meccanismo che possa avere gli stessi effetti positivi".
Ha poi aggiunto, "intendo interrogare la Commissione europea per chiederle le ragioni della mancata presentazione d iuna nuova proposta in materia di immigrazione e di asilo in quanto quella attuale non corrisponde alla tesi dei diversi governi Ue, e a Laeken avevamo deciso che una nuova proposta avrebbe dovuto essere presentata entro lo scorso aprile".
La lotta all'immigrazione clandestina è, d'altronde, anche una delle esigenze espresse da Romano Prodi, presidente della Commissione europea, per "rispondere alle comprensibili preoccupazioni dei nostri concittadini circa l'immigrazione illegale e il traffico di esseri umani"
Qualche giorno fa, a proposito del vertice di Siviglia, Prodi scriveva ad Aznar: "Se non dimostriamo che cerchiamo risposte effettive a questi problemi, sarà sempre più difficile portare avanti il necessario dibattito su come gestire l'immigrazione legale e rispettare i nostri obblighi in base alla convenzione di Ginevra"
Sempre secondo Prodi "tutte le dimensioni, compreso il burden sharing" ("la ripartizione del fardello" fra i vari paesi Ue) dovranno essere affronte". Prodi, fra i primi passi da fare, ha proposto che i responsabili del controllo delle frontiere dei Quindici si riuniscano rapidamente e definiscano, dando loro priorità, i vari elementi del "sistema europeo".
I singoli governi di tutta Europa, intanto, hanno adottato o stanno adottando misure restrittive in tema di immigrazione.
E non si tratta solo dei governi di centro-destra, come dimostra il caso del Regno Unito.
Attualmente oltremanica tutti gli immigrati le cui richieste di permesso di soggiorno o di asilo sono state bocciate una prima volta possono restare nel paese e presentare ricorsi, i cui vari livelli durano spesso anni
Il governo di Tony Blair ha deciso di restringere queste garanzie, promovendo una legge secondo la quale, dopo una prima bocciatura, gli immigrati in attesa di riesame vengono immediatamente riportati, a bordo di aerei militari, nei paesi di origine, o, per i richiedenti asilo, nell'ultimo paese "sicuro" dove sono stati prima di arrivare sull'isola.
Diverso l'atteggiamento verso gli stagionali, che nel Regno unito arrivano per lo più da paesi del Commonwealth e dell'est europeo: il ministero dell'interno britannico sta pensando di raddoppiarne il, da 60mila a 120mila l'anno.
Anche la Danimarca si è dotata da poco d una nuova legge sull'immigrazione, che prevede norme più restrittive rispetto alla precedente.
Tra queste il prolungamento da a tre a sette anni del periodo di soggiorno necessario per ottenere il permesso di residenza definitivo e il godimento pieno dei benefici sociali
Inasprimento in atto anche in Olanda, paese tradizionalmente aperto.
I tre partiti di centrodestra, che hanno riscosso un grande successo alle recenti elezioni, sono d'accordo, per quanto riguarda l'immigrazione, almeno su due punti: l'espulsione immediata di chi chiede asilo politico ma entra nel paese senza documenti di identità e, sempre per i profughi, una drastica limitazione dei ricongiungimenti familiari.
La Francia di Chirac deve fare i conti con l'annoso problema del campo profughi della Croce Rossa di Sangatte: ogni notte molti clandestini provenienti dal campo cercano di passare la Manica attraverso il terminal merci dell'Eurotunnel, provocando puntualmente le proteste del governo di Blair contro i cugini francesi. Il governo di centro destra ha promesso una drastico giro di vite per arginare il fenomeno, con l'impiego d tutt i mezzi di controllo disponibili.
Non è da dimenticare, infine, che nel programma che a rischiato di consegnare la Francia a Le Pen, la parte del leone la faceva proprio la lotta all'immigrazione clandestina.
Ma non è solo con la repressione che si può arginare il problema dell'immigrazione clandestina.
Se, da un lato, infatti, prende il progetto di una polizia europea delle frontiere, con progetti pilota che dovrebbero partire già quest'estate, è chiaro a tutti, comunque, che il nodo della questione è fuori dal continente, e precisamente nei paesi d'origine dei flussi migratori.
I paesi del Magrebh, ad esempio, chiedono da tempo investimenti europei nei settori della scuola e della formazione professionale, oltre che nelle attività produttive, una linea sottoscritta a pieno, ad esempio, dal presidente Ciampi durante il suo ultimo viaggio in Marocco.
(5 giugno 2002)
Elvio Pasca
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