ROMA - E’ una donna il primo cittadino straniero in Italia ad essere nominato Cavaliere della Repubblica dal Capo dello Stato. Si chiama Maria José Evora, originaria di Capo Verde, in Italia dal ’79, laurea in Scienze Sociali conseguita nel ’96 ed un impegno ultradecennale nel campo dell’immigrazione.
Maria Josè Evora, infatti, è presidentessa dell’Associazione delle Donne Capoverdiane in Italia e del Centro Nodi (I Nostri Diritti), che raggruppa donne immigrate di 12 paesi di Africa, America Latina, Asia ed Europa dell’Est.
E sabato 24 novembre tutta la comunità capoverdiana, ma non solo, omaggerà la sua beniamina a Roma, con una grande festa presso la Biblioteca di Trastevere, in piazza Sant’Egidio. L’appuntamento è alle 16,30.
"Mi hanno tenuto all’oscuro - dice Maria Josè Evora - non so ancora cosa hanno organizzato, sarà una sorpresa".
La nomina a Cavaliere della Repubblica è avvenuta il 2 giugno 2001. La Segreteria della Presidenza della Repubblica ha consegnato il diploma e la medaglia a Maria Josè Evora presso la sua abitazione.
L’incontro ufficiale con Carlo Azeglio Ciampi, invece, non è
ancora stato fissato, ma dovrebbe esserci presto.
"La motivazione per cui mi è stata conferita l’onoreficenza –
spiega Maria Josè - riguarda la mia formazione nelle Scienze Sociali e il mio impegno nel mondo dell’immigrazione. Sono arrivata in Italia per svolgere il mio lavoro nelle case delle famiglie italiane e nello stesso tempo ho continuato i miei studi e la mia formazione, fino alla laurea, conseguita all’Università Gregoriana, con specializzazione in Economia dello Sviluppo. Attualmente conduco una ricerca di dottorato in Scienze Sociali presso l’Università Sant’Antonio d’Aquino".
Maria Josè Evora è dal ’97 presidentessa dell’Associazione Donne Capoverdiane in Italia. Nata nell’88 sotto la guida della giornalista Maria De Lourdes Jesus, l’associazione conta attualmente circa 500 socie, tutte donne maggiorenni, che in maggioranza fanno le colf. "Il mio contratto di lavoro a tutt’oggi è quello di collaboratrice domestica con una famiglia romana - spiega Maria Josè Evora - però sto collaborando con un’azienda parastatale per una ricerca sull’immigrazione. Mi occupo della tutela della donna, dell’infanzia e della famiglia capoverdiana, sotto vari aspetti, compreso quello della previdenza e del sindacato. Ma sono anche la presidentessa dell’Associazione Nodi, nata nel ’96, che tramite 12 sportelli dedicati ciascuno ad una diversa etnia, si occupa dei problemi delle donne immigrate di altrettanti paesi del mondo. Adesso finalmente stiamo per avere una piccola sede, concessa dal Comune di Roma: si trova a Borgo San Pio, 15. Dovrebbe essere disponibile per la fine di dicembre".
Un ennesimo risultato, quindi, nella fatica quotidiana a favore dell’integrazione. Ma il futuro non sembra roseo, soprattutto sul fronte politico. Il Cavaliere della Repubblica Maria Josè Evora è preoccupata per le previsioni del disegno di legge sull’immigrazione approvato dal Governo.
"Seguo con particolare attenzione l’andamento di questa legge - dice Maria Josè Evora - secondo me, se va in porto potrebbe essere un ritorno al passato. Le prime ad essere incastrate, a subire le conseguenze, saranno le donne che lavorano nelle famiglie. Non è facile trovare lavoro come succedeva in passato. E se hai un lavoro, ma non sei dichiarata, perché la datrice di lavoro non ha fatto il suo dovere, è un grosso problema, temo che sarà una stangata per le colf".
Ma come ci si sente ad essere il primo cittadino straniero in Italia a ricevere l’onoreficenza di Cavaliere della Repubblica? "Fino all’anno scorso non si era mai pensato ad una possibilità del genere - dice Maria Josè - era stata premiata una donna dello Zaire, ma con passaporto italiano. Questa volta la Segreteria della Presidenza della Repubblica ha chiesto la candidatura di una persona con passaporto straniero. E’ toccato a me, non so perché, bisognerà domandarlo al Presidente della Repubblica...".
(22 novembre 2001)
Giovanni Senatore