Bolzano
80 euro al mese per ogni figlio
Assegni familiari a tutti i residenti. Immigrati compresi, ma dovranno avere essere residenti da almeno 5 anni. Il sottosegretario al Welfare Sestini: "Misura non esportabile in altre regioni"
BOLZANO - Un assegno mensile da 80 euro per ogni figlio, fino a quando non compie tre anni di età. È uno dei sussidi del "pacchetto famiglia" approvato ieri dalla provincia autonoma di Bolzano, e sarà esteso anche alle famiglie straniere.
"Il pacchetto - ha spiegato ieri il presidente della Provincia autonoma Luis Durnwalder - è reso possibile grazie a stanziamenti della Regione Trentino-Alto Adige per circa 70 milioni di Euro da ripartirsi tra Bolzano e Trento. Bolzano ha poi stanziato altri 25 milioni di Euro: 10 dei quali destinati a servizi e strutture - come asili o Tagesmuetter e cioè l'assistenza di bambini in piccoli centri familiari - e 15 per il sistema degli assegni".
Gli assegni verranno erogati dal prossimo anno, indipendentemente dal reddito, alle famiglie italiane, comunitarie ed extracomunitarie. Queste ultime dovranno però essere residenti in provincia di Bolzano da almeno cinque anni.
Contro il provvedimento della giunta altoatesina punta il dito la Cgil Alto Adige.
"Non capiamo perché si debba destinare il sussidio solo agli stranieri che hanno la residenza da almeno cinque anni", dice Fiorina Gabrielli dello Sportello Immigrati. "Bisogna considerare che le famiglie che si trovano in queste condizioni sono davvero poche, e che chi è riuscito a far venire in Italia i propri familiari ha già dovuto fare i conti con delle norme, con quella sulla metratura degli alloggi, già di per sé molto restrittive".
"Crediamo inoltre - continua la Gabrielli - che accordare il sussidio indistintamente, senza badare al reddito dei destinatari, abbia degli aspetti incostituzionali. Meglio sarebbe stato, anziché dare 80 euro al mese anche alle famiglie ricche, destinare queste risorse a chi ne ha veramente bisogno".
Nelle politiche di sostegno alla natalità, Bolzano sceglie comunque una strada diversa da quella intrapresa dal governo, che ha negato alle mamme extracomunitarie il bonus di mille euro per
il secondo figlio. Improbabile però che il provvedimento della giunta altoatesina faccia scuola.
Per il sottosegretario al Welfare Grazia Sestini, l'assegno è una "misura interessante" ma "molto difficile da esportare in altre regioni", per ragioni di disponibilità finanziarie. In Trentino-Alto Adige, spiega il sottosegretario, hanno una disponibilità finanziaria più alta che nel resto d' Italia, a fronte di una popolazione più ridotta e di un tasso di natalità piuttosto basso.
La Sestini definisce una "scelta politica" l' estensione dell'assegno anche agli immigrati, in una regione in cui "l' integrazione è molto più facile". Quanto al bonus per il secondo figlio, il sottosegretario promette che, se la misura verrà prorogata dalla prossima Finanziaria, proporrà che siano inclusi i figli di madre extracomunitaria e padre italiano nati in Italia.
(9 novembre 2004)
Elvio Pasca