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Immigrazione clandestina
Fini-Frattini-Pisanu: "serve l'intervento dell'Ue"

Il vicepremier: "La Bossi-Fini è guardata con molto interesse e da esempio da molti Paesi europei". I Ds: "A noi risulta il contrario"
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ROMA - Serve l'intervento dell'Unione europea per affrontare un problema, quello del contrasto all' immigrazione clandestina, che ormai non riguarda più solo pochi paesi, ma l'Europa intera.

E' questa la strada da seguire per il ministro degli esteri Gianfranco Fini, il collega Giuseppe Pisanu, ed il vice presidente della commissione europea Franco Frattini, che ieri hanno incontrato la stampa al termine di una riunione al Viminale. E se Fini ha chiesto che l'Ue si faccia carico di politiche ben precise, anche dal punto di vista finanziario e Frattini ha annunciato che l'Europa è pronta ad aprire un importante negoziato politico con la Libia, Pisanu ha avvertito: nuove ondate di immigrati clandestini arriveranno in Italia dalle coste del nord Africa con la bella stagione.

Quello della Libia, divenuta paese di transito dei clandestini che dal Nord Africa cercano di raggiungere l'Europa, sbarcando in Italia, è uno dei più seri. L'Italia ha un accordo bilaterale con la Libia "che funziona e dà i suoi frutti - ha detto Pisanu - ma la Libia, da sola, non ce la può fare. Così come non può farcela l'Italia". E il vicepresidente della commissione Franco Frattini ha annunciato che l'Unione europea è pronta ad avviare un negoziato politico con la Libia, che preveda aiuti finanziari e interventi di contrasto dell' immigrazione clandestina.

Secondo Fini, per contrastare l' immigrazione clandestina è necessario "agire in ambito comunitario affinché sia l' Unione europea a farsi carico di politiche ben precise con riguardo anche al punto di vista delle risorse economiche". Lo ha ribadito Pisanu, assicurando che gli accordi bilaterali tra paesi funzionano, ma non bastano. Mentre Frattini, al quale fini ha dato atto che dal suo arrivo a Bruxelles "l'Ue ha finalmente capito che la questione del contrasto all' immigrazione clandestina riguarda tutti e non solo i paesi di frontiera", ha ricordato le tante iniziative messe in campo dall'Ue, che diventeranno operative nel 2006, aggiungendo che l'unione ha previsto un fondo supplementare di 400 milioni di euro e 35 milioni sono a disposizione per interventi volti a prevenire l' immigrazione clandestina.

Sempre in tema clandestini, il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu ha lanciato l'allarme su probabili nuovi sbarchi, spiegando che con l'arrivo del bel tempo, c'é il rischio che le ondate di clandestini via mare "dalle coste del Nord Africa a quelle italiane, si intensifichino". La tratta è sempre la stessa: dal nord Africa, alla Libia, all'Italia. Perché la Libia, ha detto, "é ormai diventata il collo d'imbuto di tutta l' immigrazione africana e mediorientale verso l'Europa".

Sulla legge Bossi-Fini, il vicepremier Fini ha sottolineato come "la legge sia guardata con molto interesse e da esempio da molti Paesi europei", in particolare per il principio di collegare il permesso di soggiorno al contratto di lavoro. "Il lavoro - ha spiegato Fini - è l' unico modo per garantire una effettiva integrazione".

Secca la risposta dell'Opposizione alle parole del vicepremier. "Non so in che mondo viva Gianfranco Fini pur essendo il ministro degli Esteri" - ha affermato Livia Turco, responsabile Welfare della segreteria nazionale dei Democratici di Sinistra. "A me risulta - ha aggiunto - che l' Unione Europea stia rivedendo le legislazioni in chiave di riapertura e comunque l' Italia conosce bene i disastri della Bossi- Fini".

(20 gennaio 2006)

Stefano Camilloni