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A Firenze. "Stipendio ridotto e licenziati 1 su 10 per la sanatoria"   Invia questo articolo

FIRENZE - Riduzione dello stipendio del 20-30%. Licenziamento. Incertezza assoluta nel caso di scomparsa del datore di lavoro. E' anche questo il "prezzo" che una parte dei lavoratori extracomunitari che in questi giorni sta cercando di mettersi in regola a Firenze, ma non solo, è costretta a pagare.

"Uno straniero su dieci di quelli che si sono rivolti al nostro sportello ci ha detto questo - spiega Danilo Rocca Della Cruz, responsabile dell'Ufficio Immigrazione della Cgil di Firenze - più che fare denunce, queste persone raccontano la loro disperazione".

L'ufficio Immigrazione, in funzione presso il centro servizi della Camera del Lavoro di Firenze, in Borgo dei Greci, è aperto tre pomeriggi alla settimana, ma ha già ricevuto la visita di un centinaio di persone che vogliono mettersi in regola, una media di 30-40 al giorno.

Al servizio di informazione si affianca da lunedì anche quello svolto in "rete" presso le 8 sedi della Camera del Lavoro fiorentina dall'Ufficio di Consulenza per Datori di Lavoro Domestici (tariffa 25 euro, ridotta 15 euro per gli iscritti Cgil), che ha già un calendario di appuntamenti la compilazione dei moduli ed informazioni sulla normativa, in continua evoluzione, che arriva alla fine del mese.

"Ci sono problemi nel capire la modulistica e chi può rientrare nella sanatoria - dice Rocca Della Cruz -. Abbiamo avuto dei casi di licenziamento di colf, di badanti e di operai edili, ma la cosa più frequente che sta succedendo è la riduzione dello stipendio. I datori di lavoro dicono: 'Tu guadagni un milione e mezzo (di vecchie lire ndr.), ora i contributi te li paghi da solo, non solo quelli pregressi, ma anche quelli futuri', è così lo stipendio si riduce ad un milione e 200 o ad un milione se partiva da una quota più bassa. Un altro problema è che buona parte dei datori di lavoro non vuole superare il minimo dei 439 euro di contributi previsti dalla legge, la quale dice che per essere regolarizzati bisogna raggiungere uno stipendio pari almeno a questa cifra, sommando le ore lavorate... C'è chi guadagna il doppio di questo stipendio".

"E' una frode ai danni dell'Inps - spiega Salvatore Solinas, consulente Cgil, responsabile dell'Ufficio Consulenza Datori di Lavoro Domestici -. Non c'è relazione tra retribuzione e contributi, è possibile invece concentrare le ore di lavoro: fino a 24 ore il contributo da versare è di 1,63 euro per ogni ora, se si superano le 25 ore il contributo si riduce a 0.86 euro per ora, così anche a chi lavora a tempo pieno vengono pagati i contributi previsti per le 25 ore. La cifra di 439 euro è leggermente superiore al minimo previsto per un tempo pieno di un contratto nazionale, che è di 390 euro. E rappresenta la contribuzione minima cosiddetta vitale, per la sopravvivenza: serve a poter chiedere in seguito l'avvicinamento dei familiari".

Ma la possibilità di mettersi in regola per alcuni è a rischio per altre ragioni. "E' il caso di alcuni badanti che hanno perso i datori di lavoro, perché sono morti - racconta Danilo Rocca Della Cruz - proprio stamattina è venuta da me una signora ucraina: da 10 giorni è morta la signora che assisteva in casa e ora non sa cosa fare".

Nell'area Fiorentina, dove l'afflusso di badanti è stato maggiore di quello delle colf, con differenze di nazionalità a seconda delle zone (a San Casciano, ad esempio, c'è una grande presenza di donne polacche e romene; a Empoli di filippini; "mentre a Firenze c'è un po' di tutto", ecc.), i lavoratori dipendenti immigrati sono impiegati soprattutto nell'edilizia e nei pubblici esercizi: bar, ristoranti, alberghi.

"Camerieri, cuochi e aiuto cuoco, persone che fanno le pulizie per società individuali o cooperative, sono questi i lavoratori che si sono rivolti alla Cgil", spiega Rocca Della Cruz, il quale ha qualcosa da dire anche a proposito della recente circolare ministeriale "che richiede per la validità della regolarizzazione che la persona lavori in Italia da un periodo antecedente ai 3 mesi dall'entrata in vigore della nuova legge, cioé il 9 settembre, e sta escludendo di fatto dalla sanatoria tutti quelli che entrano in Italia in questi giorni e sono entrati nei mesi di giugno, luglio e agosto. Così come sono esclusi quelli che hanno avuto un decreto di espulsione solo perché sprovvisti di permesso di soggiorno anche se non ancora prescritto. Vedremo - conclude Rocca Della Cruz - il governo vuole che non si vedano file e che tutto funzioni ordinatamente, io mi auguro che succeda il contrario e che ci siano le code...".

Provocazioni a parte, l'altro giorno a Prato, dove vive e lavora la più grande comunità cinese della Toscana, sono stati 4mila i lavoratori con gli occhi a mandorla che si sono presentati agli uffici postali per chiedere i moduli e depositare le domande di regolarizzazione. Vista l'inattesa affluenza il Consolato cinese a Firenze ha aperto due punti di informazione "volanti", all'aperto, sul marciapiede, per fare fronte alle code che pare abbiano addirittura creato problemi al traffico.

(10 settembre 2002)

Giovanni Senatore