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GROSSETO - Maremma terra di frontiera: gli immigrati nella provincia di Grosseto sono aumentati del 158% negli ultimi anni. Un fenomeno in forte espansione che vede in prima fila cittadini dell’Est europeo, testimioniato dal boom dei matrimoni misti e dall’alto numero di irregolari nel settore dei servizi alle famiglie. Sono alcuni dati che emergono da una ricerca realizzata nell’ambito del progetto "Il Ponte", promosso dall’Amministrazione provinciale di Grosseto, in collaborazione con la Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant’Anna di Pisa. I risultati verranno presentati in un convegno il 13 novembre.
Secondo il rapporto, curato dalla Simurg Ricerche di Livorno, il numero degli stranieri residenti a Grosseto è passato da1.927 del 1992 a 4.972 nel 2000, con un aumento del 158%. L’incidenza sulla popolazione residente è dunque più che raddoppiata passando dallo 0,9% al 2%.
Il progetto, che prevede anche l’apertura di quattro sportelli per stranieri e la realizzazione di un corso per formare gli operatori addetti a questi sportelli, si colloca nell’ambito di una più vasta attenzione riservata al fenomeno in Toscana, dove il processo di stabilizzazione delle famiglie immigrate è più avanzato che in altre regioni. Basti pensare che gli studenti stranieri nell’anno scolastico 1999-2000 in Toscana sono stati 11.317 , il 9,4% del totale nazionale.
Ecco dunque l’identikit dell’immigrato in terra di Maremma, con l’avvertenza che la zona è rotta di transito verso il Nord Europa.
Il 49% della popolazione di stranieri residenti in provincia di Grosseto è costituita da donne. L’area più rappresentata è l’Europa dell’Est (31%), seguita dall’Africa del Nord (12%) e dall’Asia (11%). La nazionalità più numerosa é quella marocchina, con 514 residenti (18%), seguono gli albanesi con 446 residenti (15,6%), i macedoni con 347 (12%) e romeni con 287 (10%). Corposa è anche la presenza di cittadini tedeschi, con 667 residenti, di svizzeri con 241 e del Regno Unito.
La presenza degli immigrati è più alta nella zona della Colline Metallifere: nei comuni di Montieri e di Monterotondo Marittimo, ad esempio, la percentuale di stranieri sulla popolazione totale raggiunge il 7% e il 5%. Si tratta però per lo più di immigrati agiati. Le percentuali più elevate di immigrati "poveri" si trovano invece a Roccastrada (2,7% dei residenti) ed a Civitella Paganico (3%).
Per quanto riguarda l’occupazione, agricoltura, commercio ambulante ed edilizia sono i settori più gettonati, con ampie zone d’ombra, nell’assistenza domiciliare e tra glii addetti alle pulizie dove è molto diffusa l’irregolarità che riguarda più del 73% dei casi. Ed è molto alta (45,5%) la percentuale di coloro che hanno dichiarato di non avere un regolare contratto di lavoro e, quindi, di lavorare "al nero".
Passando alle nuove leve, nelle scuole della provincia di Grosseto, nell’anno scolastico 1999-2000 risultavano iscritti 397 alunni stranieri, dei quali quasi la metà (48,6%) provenienti da paesi dell’Est europeo e concentrati nei comuni della provincia (1,96%), dove l’incidenza sulla popolazione scolastica totale é superiore alla media regionale.
Un fenomeno in crescita è poi quello dei matrimoni misti, con marito italiano e moglie straniera, mentre un problema a Grosseto è costituito dagli apolidi, più numerosi di quanto non dicano le statistiche. I senza dimora sono per lo più uomini che vengono da Polonia, Cecoslovacchia e Romania.
Perché l’emigrazione? Il 67,8% degli intervistati indica ragioni economiche. Seguono il desiderio o la necessità di aiutare la famiglia (29,3%) - ogni immigrato intervistato invia ogni mese circa 283 mila lire in patria -, lo spirito di avventura (19,6%), la curiosità (10,7%), il ricongiungimento familiare (10,4%) e il matrimonio con un italiano (8,7%).
Il 42,9% degli intervistati comunque vorrebbe in futuro stabilirsi definitivamente i provincia di Grosseto, o comunque in Italia (10,2%); il 25,7% vorrebbe rientrare nel suo paese tra qualche anno e il 7,7% a breve termine: solo il 33,4% vuole tornare nel proprio paese d’origine, il 53,1% vuole rimanere in Italia.
E se, infine, il 35% guadagna tra un milione e un milione e mezzo di lire, il 38% meno di un milione al mese e solo il 27% più di un milione e mezzo, gli immigrati di Maremma spendono in media al mese circa un milione e 143 lire. Di queste, la fetta maggiore se ne va per la casa (affitto, bollette, manutenzione etc.) e per l’alimentazione, per i trasporti (auto, benzina, mezzi pubblici, bolli e assicurazioni) che assorbono l’11% del totale e per l’abbigliamento che incide per il 10%.
(9 novembre 2001)
Giovanni Senatore
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