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FIRENZE - Alcuni pezzi rari, sono quasi unici al mondo. Come, ad esempio, una specie di arpa africana di origini antichissime, ritrovata nell’800, che si pizzica con le dita o con un’ancestrale stecca di legno. La collezione di strumenti musicali intercontinentali del "Centro Internazionale La Pira" di Firenze riesce infatti a competere con quella del Museo etnologico ed etnografico del capoluogo toscano, tra i siti più specializzati al mondo.

Si tratta di 250 strumenti musicali etnici, provenienti da tutte le latitudini, molti dei quali procurati dai giovani studenti immigrati che dal ’78 ad oggi hanno frequentato il centro fiorentino.

"Gli strumenti - spiega Maurizio Certini, direttore del Centro Internazionale La Pira - li abbiamo ricevuti in parte da studenti che poi sono rientrati in patria, altri sono stati portati da amici al rientro da viaggi nei cinque continenti, altri ancora li abbiamo acquistati. Ma la fonte più importante è il musicista Gianni Antoniol, che segue progetti di cooperazione in Africa, dove si trova tuttora".

Fanno parte della collezione itinerante, tra gli altri, balafon africani costruiti con le zucche, chitarre del fado portoghese, sitar indiani e trombe tibetane, charangos sudamericani con la cassa di armadillo, flauti di tutte le fogge, arpe africane realizzate con pelle di serpente ed altre specie di rettili ed animali. Ma anche strumenti più moderni, a corda e a fiato.

"Li utilizziamo a richiesta per mostre in giro per tutta Italia - dice Certini - l’anno scorso li abbiamo esposti in un padiglione alla mostra dell’artigianato. Ora - aggiunge - stiamo per realizzare un cd-rom, con una selezione di 100 strumenti, a scopo didattico".

Il Centro Internazionale La Pira, nato nel ’78 qualche mese dopo la morte di Giorgio La Pira, è da sempre impegnato in attività a favore dell’integrazione e del dialogo interreligioso.

A partire dall’87 è stato il primo spazio ufficiale di preghiera islamica a Firenze, prima che aprissero le due moschee in via Ghibellina e al Pignone, frequentate attualmente da alcune migliaia di musulmani. Il Centro La Pira, che è anche scuola di politica, ospita un forum permanente sulla pace, svolge attività di integrazione interculturale nelle scuole e segue alcuni progetti in Africa, organizza corsi di italiano per stranieri con 500 iscritti all’anno provenienti da 80 paesi del mondo.