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Pronto il decreto, via a 20.500 nuovi immigrati
Al contrario di come si era detto in precedenza, sta per essere varato il decreto flussi 2002,
che prevederà l'ingresso in Italia di altri 20.500 immigrati.
Il provvedimento fissa i nuovi ingressi consentiti prima della fine dell'anno ed è pronto: Berlusconi potrebbe firmarlo nelle prossime ore.
Riguarderà 20.500 immigrati, più o meno la stessa cifra indicata da Alfredo Mantovano circa un mese fa. Ed è in qualche modo una vittoria del sottosegretario dell'Interno. Che di fronte alle proteste della Lega spiegò che questa era una necessaria valvola di sfogo per rispondere alla pressione esercitata sui nostri confini e che si sarebbe potuta attuare in uno spirito di "collaborazione" con i Paesi disposti a "controllare" i flussi migratori verso l'Italia.
La proposta del sottosegretario all'interno Alfredo Mantovano era stata fatta all'indomani del tragico naufragio di Porto Empedocle nel quale persero la vita 15 clandestini.
Mantovano ritiene che in questa politica dell'immigrazione, che ha già dato buoni frutti, sia ragionevole fare un decreto flussi per il 2002, limitato e circoscritto alle quote privilegiate di ingresso per quelle nazioni che collaborano con il Governo Italiano per debellare il fenomeno della clandestinità.
La quota del 2002 stabilisce che i nuovi 20.500 ingressi dovranno essere suddivisi in questo modo.
Duemila saranno destinati a lavoratori autonomi "altamente qualificati", e cioè ricercatori, imprenditori, liberi professionisti, collaboratori coordinati e continuativi, amministratori di società non cooperative e artisti. Insomma, una sorta di élite dell'immigrazione. Si affiancano a questi ingressi i 500 che potranno entrare in Italia perché "dirigenti": lavoratori subordinati, anche loro "altamente qualificati".
Seguono le divisioni fra Paesi. La porzione maggiore quest'anno è rappresentata dagli argentini di origine italiana (almeno un genitore discendente da italiani fino al terzo grado): saranno in 4 mila a poter fare domanda presso le nostre autorità consolari. Tremila saranno gli albanesi, 2 mila i tunisini, 2 mila i marocchini, mille gli egiziani e i cittadini dello Sri Lanka, 500 quelli della Nigeria e i moldavi. Infine, soprattutto per le richieste dell'agricoltura, sarà concesso il permesso ad altri 4 mila lavoratori stagionali.
E' prevedibile che il governo, già da oggi a Tunisi, nella riunione con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo a cui partecipa il ministro del Welfare Roberto Maroni, sfrutterà la carta del decreto per stringere nuovi patti di collaborazione con le nazioni che presentano un alto numero di candidati all'emigrazione. Mentre il calcolo dell'incidenza della sanatoria in atto sulle quote dei nuovi ingressi, richiesta dalla Lega, andrebbe ad incidere sul decreto per il 2003. L'esatto numero delle persone che saranno regolarizzate, infatti, sarà noto solo fra mesi. Si prevede comunque che, per le future quote annuali, il governo accetterà una media di 60-70 mila nuovi ingressi all'anno. Meno di quanti ne chiede il mercato del lavoro.
(16 ottobre 2002)
s.c.
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