Flussi
350mila ingressi, solo per le domande presentate entro il 21/7
La deadline è stata inserita nel testo del nuovo decreto. Che fine faranno gli ingressi in esubero?
ROMA - 350mila nuovi ingressi per dare un permesso di soggiorno a chi entro il 21 luglio scorso ha trovato un datore di lavoro pronto ad assumerlo. Conferma quanto trapelato finora il testo del decreto flussi-bis che oggi Stranieriinitalia.it pubblica in anteprima per tutti i suoi lettori.
Ad essere precisi, si tratta dello schema di decreto con la "programmazione aggiuntiva dei flussi d'ingresso" varato al luglio dal governo. Ha già incassato il parere positivo (ma con alcune osservazioni da parte dei Comuni e dell'Unione province italiane) della Conferenza Unifica e ora passerà al vaglio delle commissioni parlamentari. Probabilmente arriverà senza modifiche in Gazzetta Ufficiale.
"È ammessa per l'anno 2006 - recita il primo articolo - un'ulteriore quota massima di 350.000 ingressi" per motivi di lavoro subordinato non stagionale di cittadini extracomunitari residenti all'estero. Queste quote possono però essere rilasciate solo "sulla base delle domande di nulla osta al lavoro che, a seguito di verifica delle condizioni di ammissibilità, risultino regolarmente presentate dai datori di lavoro entro la data del 21 luglio 2006".
Il decreto spiega che nell'attribuzione delle 350mila quote si darà la precedenza ai lavoratori di origine italiana e a quelli provenienti da Paesi che hanno sottoscritto accordi di collaborazione con l'Italia, ma è una precisazione più che altro formale. Di fatto, ci sono abbastanza ingressi per assorbire tutte le domande presentate entro il 21 luglio che rispettano i requisiti per l'assunzione previsti dalla legge sull'immigrazione.
Se consideriamo le domande non valide (almeno il 10% di quelle presentate, secondo le caute stime del Viminale), "avanzeranno" probabilmente anche alcuni ingressi: come redistribuirli? Magari prendendo in considerazione le domande presentate dopo il 21 luglio? Un problema che verrà affondato in seguito, per ora è meglio concentrarsi su come ridurre attese e disagi per chi aspetta da troppi mesi la possibilità di lavorare regolarmente in Italia.
(7 settembre 2006)
Elvio Pasca