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Formazione.
Infermieri e badanti:
in vista un patto
tra Veneto e Russia
VENEZIA - Infermieri e badanti dalla Russia. Venezia guarda a San Pietroburgo per fare fronte alle carenze di personale specialistico da impiegare per l'assistenza ad anziani e disabili nelle famiglie e nelle residenze della regione.
L'obiettivo è quello di ativare un rapporto di collaborazione con San Pietroburgo per formare, nella città russa, infermieri e badanti da utilizzare in territorio veneto, per l'assistenza nelle strutture extraospedaliere o nelle famiglie.
Per questo motivo si è svolto nei giorni a Palazzo Balbi, sede della Giunta veneta, un incontro tra gli assessori regionali alle politiche sociali, Antonio De Poli e ai flussi migratori Raffaele Zanon, con una delegazione del Comitato di Salute Pubblica di San Pietroburgo, guidata da Yory Alexeevich Petrov.
Durante l'incontro gli assessori veneti hanno spiegato agli ospiti russi che la Giunta veneta è disponibile a una collaborazione nel campo socio-sanitario e socio-assistenziale, in particolare sui temi della formazione professionale e l'insegnamento della lingua, per le figure degli infermieri e delle badanti.
De Poli e Zanon hanno ricordato che le politiche regionali hanno già avviato alcune azioni pilota in questo senso (ad esempio, un progetto avviato con la Romania e coordinato dall'Ulss n.14) e che, ora, diventano tanto più importanti anche alla luce della nuova legge sull'immigrazione Bossi-Fini.
"La Regione Veneto - hanno affermato gli assessori - prevederà ulteriori interventi per istituire, nei paesi d'origine dell'immigrazione, punti di orientamento e di formazione atti a configurare operatori che rispondano alle esigenze specifiche del sistema sociosanitario del Veneto".
La "fame" di lavoratori stranieri tuttavia non conosce tregua nelle regioni del Nordest, che non perdono occasione per ricordare al Governo la propria specificità nel sistema d'impresa italiano, che giustificherebbe un impiego più massiccio di manodopera extracomunitaria, a differenza di altre zone della penisola.
"Gli industriali del Nordest hanno ragione a sostenere che per quanto riguarda l'immigrazione, le loro esigenze sono diverse da quelle del resto d'Italia", ha affermato nei giorni scorsi lo stesso presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, commentando le recenti dichiarazioni del vicepresidente di Confindustria, il trevigiano Nicola Tognana.
"Gli imprenditori, invece, hanno torto quando sostengono che le normative valide per il Veneto siano valide anche per tutta Italia - ha aggiunto Galan -. Evidentemente la soluzione si può trovare nell'opportunità che a gestire i flussi immigratori siano industriali, Comuni, istituzioni locali, sotto la regia della Regione e in un rapporto forte con lo Stato".
(18 giugno 2002)
Giovanni Senatore
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