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Prima Biennale.  Milano, 100 "scatti" di artisti africani sul Continente Nero

MILANO - Il Continente Nero visto dagli occhi di 18 fotografi africani: uno sguardo sullo stato attuale dell'arte dello "scatto" nella terra delle savane e delle foreste, dei cieli immensi, ma anche di forme di cultura ancestrali che risalgono all'alba dell'umanità. Il risultato? Cento immagini di grande pregio, dal reportage al ritratto, che raccontano i variopinti ed incredibili volti di un territorio umano e geografico di grande fascino.

Le fotografie arrivano dal Mali e rappresentano il "corpo" della Biennale di Fotografia Africana di Bamako, per la prima volta in esposizione in Italia, negli ambienti dello Spazio Oberdan a Milano, fino al 25 luglio.

La prima edizione italiana della Biennale di Fotografia Africana, alla quale partecipano artisti provenienti da diversi paesi del continente, è organizzata dalla Provincia di Milano e dall'Associazione Culturale Afritudine, che in collaborazione con l'editore Epicentro, hanno deciso di pubblicare il primo libro/catalogo delle opere che offre la possibilità di conoscere le tendenza contemporanee della fotografia africana.

Tra i diciotto fotografi di cui sono presentate le immmagini, vi sono anche sei donne, che raccontano l'Africa attraverso uno sguardo femminile.

L'esposizione offre l'opportunità di guardare al Continente Nero non come potrebbe accadere ad un viaggiatore distratto, ma con uno profondità d'animo che rifugge dagli stereotipi e dalla consuetudine.

Le fotografie in mostra, il cui titolo è "Made in Italy", sembrano rifuggire sia dalla obbligata razionalità del documentario che da una possibile forzata visionarietà. Piuttosto prevalgono lo sfumato o i colori accesi, la costruzione dell'immagine dei corpi o le architetture urbane ed il loro contrasto con l'ambiente naturale.

E quindi si passa dai bambini che giocano per l'obiettivo di Kelechi Amadi-Obi alle donne velate di bianco dell'algerina Zineb Sedira, immagini eteree quasi surreali. Oppure si possono ammirare il corpo femminile fotografato con stile e delicatezza da Angèle Etoundi Essamba e le immagini costruite dal colore, con prevalenza di blu e rossi, dei ritratti dedicati da Hywell Waters ai lavoratori delle aziende agricole dello Zimbabwe.

Ma attraverso la mostra milanese lo sguardo può esplorare anche realtà poco note agli occhi occidentali, come ad esempio, i sobborghi delle metropoli africane immortalate nei reportage di Themba Hadebe, i vicoli notturni e disabitati attraversati da Lamia Naji, o ancora le immagini in bianco e nero del Madagascar create da Pierrot Men, fino alle rappresentazioni sceniche dei giovani studenti di Marrakech in aula, riprese da Hicham Benohound, artista e professore di arti plastiche nella città marocchina.

"E' un incontro unico e autentico - spiega con soddisfazione a proposito della mostra Paola Iannace, assessore alla Cultura e Beni Culturali della Provincia di Milano - con un continente raccontato attraverso lo sguardo dei suoi più grandi fotogafi".

(11 giugno 2002)

Giovanni Senatore