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Se questa primavera le fragole scarseggeranno sulle nostre tavole non sarà stata colpa di madre natura, ma della burocrazia nazionale. La mancanza di manodopera, infatti, mette a rischio il raccolto di quest'anno. Da qui la 'pressione' di Coldiretti, di Confagricoltura e della Cia per sbloccare in tempi rapidi l'ingresso dei lavoratori stranieri deliberato nello scorso Consiglio dei Ministri. "La tempestività - afferma il Presidente di Coldiretti - sia per la raccolta delle fragole nel veronese, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia Romagna diventa ora l'elemento qualificante per consentire alle imprese di avviare le procedure di assunzione". Ancora una volta i lavoratori stranieri immigrati in Italia al centro dell'attenzione, per i quali vanno ormai delineandosi specifiche competenza: la frutta, gli ortaggi ed il vino sono il comparto in cui vengono utilizzati per lo più i cittadini stranieri provenienti dai Paesi dell'est (Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia, Croazia e Romania), mentre nell'attività di allevamento, soprattutto in Lombardia, sono gli indiani a garantire il lavoro di mungitura nelle stalle. Per favorire il lavoro dei cittadini stranieri Valentino Ziche, presidente dell'associazione industriali di Vicenza, lancia un'iniziativa: "Come associazione industriali stiamo mettendo giù un progetto che credo sia il più logico: daremo disponibilità finanziaria al singolo lavoratore straniero per poter comperare la casa''. L'INAIL, intanto, comunica che nell'ultimo anno è cresciuta l'occupazione in Italia. Nel 2000 sono state registrate 5.208.000 assunzioni a fronte di 4.428.000 cessazioni. Il saldo positivo quindi, secondo l'Osservatorio occupazionale dell'Istituto tra il 16 marzo del 2000, data nella quale e' diventata obbligatoria per le aziende la denuncia nominativa degli assicurati, e il 19 marzo 2001 e' stato pari a 780.000 unità. Oltre il 15% dei nuovi posti di lavoro (116.000 unità) e' stato coperto da cittadini stranieri. Gli immigrati complessivi assunti nel periodo sono stati 467.776 (circa il 9% del totale delle assunzioni) a fronte di 351.416 cessazioni. Il saldo positivo quindi e' stato di 116.000 unità (15% del totale). Gli immigrati che hanno cambiato azienda sono stati 176.000.
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