Nuove normative
Francia: espulso primo liceale sans-papier senza i requisiti della circolare Sarkozy
Il ministro sotto accusa da destra e sinistra transalpina
PARIGI - Si ingarbuglia per Nicolas Sarkozy il tema dell'immigrazione che lo obbliga a combattere su fronti diversi, interni ed esterni alla maggioranza. E' un tema delicato, reso ancora più caldo dal fatto che le elezioni presidenziali e politiche sono sempre più vicine.
Frattanto, nel fine settimana, è stato espulso un giovane di 19 anni, marocchino, in Francia da cinque anni, iscritto al liceo dopo aver ottenuto un diploma professionale, cacciato perché i suoi requisiti non corrispondono a quelli fissati dalla circolare di Sarkozy. E' il primo a dover lasciare il paese dopo la fine delle scuole e le associazioni che tutelano gli immigrati temono sia solo l'inizio.
Il capo della polizia di Parigi, Yannick Blanc, aveva annunciato che con la circolare Sarkozy del 13 giugno sarebbero state parecchie migliaia le famiglie di sans-papiers che potevano contare sulla regolarizzazione della loro posizione. La circolare che si indirizza ai nuclei familiari con figli pone alcune condizioni: la residenza in Francia da almeno due anni da parte di un genitore, la frequenza reale in una scuola (dalle materne in su) dei figli, la loro nascita in Francia o il loro arrivo prima di avere 13 anni, l'assenza di legami familiari dei bambini con i paesi di origine, la partecipazione dei genitori o di un genitore all'educazione, la reale volontà di integrazione delle famiglie. Inevitabili le reazioni dell'estrema destra che con Jean Marie Le Pen ha accusato il governo di "aprire un'altra filiera di immigrazione familiare".
Sarkozy, che non vuole lasciare spazi elettorali importanti come questo alla destra di Le Pen e Philippe de Villiers, ha reagito all'intervista di le Blanc a Le Monde smentendolo, anche senza citarlo, ma dicendo che chi parla di numeri non sa nulla dei veri numeri. Questi saranno resi noti solo quando saranno stati valutati tutti i ricorsi ed i dossier che i sans-papiers possono presentare fino a metà agosto.
Di fronte all'annuncio del capo della polizia di Parigi la destra di Chirac e di governo ha avuto momenti di perplessità e di imbarazzo perché sembrava venissero smentite da una fonte autorevole le assicurazioni di Sarkozy che non ci saranno ammissioni generalizzate. I socialisti con Jack Lang, uno degli aspiranti socialisti alla candidatura per l'Eliseo e animatore della lotta contro le espulsioni dei sans-papiers, hanno sottolineato che ciò dimostra "l'immenso disordine che regna ai vertici dello Stato" e fa emergere "fino a che punto la politica ufficiale cerca di ingannare le famiglie, gli educatori e le associazioni". I timori dei socialisti che chiedevano di tenere alta la guardia e la mobilitazione in difesa dei bambini e delle famiglie dei sans-papiers hanno trovato in parte conferma con l'espulsione dello studente marocchino.
Anche l'organizzazione di educazione senza frontiere ha denunciato la decisione, attuata questa mattina quasi come dimostrazione che non c'é un ammorbidimento della politica per l'immigrazione. "Non potendo praticare la caccia all'infante annunciata per questa estate il ministro dell'interno è tentato ora di rifarsi moltiplicando le espulsioni di chi è scapolo, non ha famiglia e figli, compresi anche gli studenti maggiorenni". Vi sono tanti nelle condizioni del giovane Boujraf: anche due giorni fa Le Monde ricordava la storia di un altro liceale, colombiano, Yvan Canoa Martinez, che vive e studia nella capitale da sei anni in una situazione irregolare. Anche per lui é in corso la pratica per l'estradizione nonostante la mobilitazione di organizzazioni, docenti e amici.
Il vespaio sollevato per motivi opposti mostra la delicatezza e la sensibilità del tema dei sans-papiers; un argomento che Sarkozy vuole affrontare con "fermezza ed umanità" e che rilancia ancora le polemiche sulla nuova legge sull'immigrazione che il ministro dell'interno vuole "scelta e non subita". Ora questa legge si trova davanti al Consiglio costituzionale dopo il ricorso di socialisti, verdi e comunisti che chiedono l'incostituzionalità di alcune norme approvate.
(10 luglio 2006)