Francia
L'Assemblea Nazioanle approva la riforma dell'immigrazione
A giugno il testo in Senato. Condizioni più dure per ingresso e soggiorno, critiche dai paesi africani
PARIGI- Con 367 voti a favore e 164 contrari, l'assemblea nazionale francese ha approvato ieri al riforma della legge sull'immigrazione firmata dal ministro degli interni Nicolas Sarkozy. Il 6 e 7 giugno il testo passerà all'esame del Senato.
La nuova legge indurisce le condizioni per l'entrata e il soggiorno dei cittadini stranieri. Per ottenere un titolo di soggiorno temporaneo, questi dovranno stipulare un contratto di accoglienza e integrazione , nel quale si impegnano, pena l'espulsione, a imparare la lingua francese e a osservare le leggi del Paese.
Saranno irrigiditi i criteri di selezione per gli studenti stranieri, così come le condizioni di soggiorno per i lavoratori, mentre si moltiplicheranno i titoli richiesti. Coloro che saranno ritenuti "capaci di partecipare allo sviluppo economico e al miglioramento della Francia o dei loro Paesi d'origine" avranno diritto ad una carta di "competenze e talenti" di tre anni, inoltre verranno compilate liste per le offerte di lavoro nei diversi ambiti.
Giro di vite anche sui ricongiungimenti familiari: si potrà presentare domanda solo dopo 18 mesi di permanenza regolare sul suolo francese, e (come succede in Italia) bisognerà dimostrare che vive dei proventi del proprio lavoro e che il suo stipendio equivale al minimo garantito.
Abrogata la regolarizzazione automatica per gli stranieri residenti in Francia da più di dieci anni, i prefetti avranno la facoltà di decidere "caso per caso". Inoltre con il rifiuto del permesso di soggirono scatterà automaticamente l'espulsione.
Critiche dall'Africa
Diverse critiche alla legge Sarkozy sono arrivate dai Paesi africani. Il presidente del Senegal Abdoulaye Wade, ieri a Parigi per ricevere il premio Felix Houphouet-Boigny per la ricerca della pace, ha dichiarato di "non essere d'accordo" con il progetto di legge per l' immigrazione mirata. "Sceglieranno delle persone formate, come intellettuali, ingegneri, medici" ha spiegato, aggiungendo: "io spendo del denaro per formare le persone, ma quello che faccio è un tantino assurdo: sto formando delle persone che svilupperanno l'economia francese".
Anche il messaggero della pace dell'Onu in Costa d'Avorio Alpha Blondy aveva criticato la nozione di immigrazione mirata, definendola "un apartheid migratorio che riporta ai tempi dello schiavismo quando i mercanti sceglievano i più vigorosi e quelli che avevano i denti migliori".
Nicolas Sarkozy ha risposto spiegando che "l' immigrazione mirata è sinonimo di im migrazione regolata, organizzata tenendo conto delle capacità di accoglienza del nostro Paese". La nuova legge "permetterà di far venire nelle migliori condizioni le personalità di ogni livello la cui presenza sarà un 'plus' per la Francia, a condizione che questo non provochi conseguenze negative per lo sviluppo dei Paesi d'origine" ha assicurato il ministro.
(18 maggio 2006)