Francia
Forti critiche verso la nuova legge sull'immigrazione
Per il ministro dell'interno Nicolas Sarkozy è "un baluardo contro il razzismo". Perplessità dalla sinistra e dalla Chiesa
PARIGI - Un altro fronte si è aperto per il governo francese ed è quello relativo alla nuova normativa sull'immigrazione.
Il nuovo testo sarà presentato la settimana prossima all'Assemblea nazionale ma già è sotto un fuoco incrociato che sta preoccupando il ministro dell'interno Nicolas Sarkozy, che ieri ha cercato di spiegare in una lunga intervista su Le Monde che alla fine la nuova immigrazione "scelta e non più subita" è in realtà "un baluardo contro il razzismo".
In prima linea in questa guerra contro le nuove norme si trovano le chiese cristiane e quella cattolica in particolare, ma anche i partiti di sinistra oltre che associazioni e gruppi che lavorano nel settore caritatevole e assistenziale si sono detti preoccupati. C'é chi promette la disobbedienza civile, soprattutto quando si tratterà di rinviare nei paesi d'origine assieme ai genitori anche i giovani che studiano Le perplessità esistenti fin dal momento dell'avvio del dibattito politico relativo alla nuova impostazione più rigida sono state ravvivate ed hanno trovato immediata esca nelle dichiarazioni del ministro dell'interno nei giorni scorsi.
Il suo "se qualcuno non ama la Francia se ne vada" e la sua scelta di andare a cercare di recuperare "uno a una i sostenitori di Jean Marie Le Pen sono stati letti come una scelta populista, xenofoba, denunciata a sinistra ma accolta male anche da una parte della destra di governo. Pochi ma chiari segnali sono arrivati da due persone vicine a Jacques Chirac, il presidente dell'Assemblea nazionale Jean Louis Debré ed il ministro per l'Europa Catherine Colonna.
Problemi di contenuto e di stile; in altri momenti Sarkozy sarebbe stato messo in un angolo, ora è lui che tiene in scacco l'atra parte della destra e lo stesso Chirac pur non amandolo non sembra voglia o possa andare oltre certi segnali. Proprio da Chirac andrà in giornata il capo della chiesa cattolica francese, il cardinale Jean-Pierre Ricard, dopo aver scritto assieme al pastore Jean-Arnold de Clermont e al vescovo ortodosso Emmanuel una lettera al primo ministro Dominique de Villepin nella quale si denunciano aspetti ritenuti deleteri della nuova legislazione. E' soprattutto il problema degli immigrati clandestini, i 'sans papier', a preoccupare religiosi e associazioni assistenziali. Viene condannata l'idea di rinviarli nei loro paesi e viene denunciato il rischio reale che a fine anno scolastico molti studenti, figli di clandestini, siano obbligati a rimpatriare con i loro genitori, interrompendo studi e troncando rapporti ed amicizie. Su questo c'é una denuncia ed un appello alla disobbedienza civile da parte dei firmatari di una petizione, soprattutto insegnanti e genitori di ragazzi francesi, che si impegnano comunque ad ospitare, nascondere, aiutare i ragazzi che potrebbero essere cacciati.
Un progetto, quello dell'immigrazione "utile", che fa ribollire il sangue al vescovo di Saint Denis, Olivier de Berranger, che ha detto chiaro alla radio: "a me Sarkozy proprio non piace". L'accusa è di blandire, in cambio del voto, un elettorato che è ben felice di rifiutare l'alterità. Il ministro rifiuta queste contestazioni; sostiene che "l'immigrazione scelta è praticata dalla quasi totalità dei paesi democratici nel mondo" e che "in questi Paesi il razzismo e l'estrema destra sono meno forti che in Francia". Nicolas Sarkozy vuole cercare "un dibattito sereno, lontano dalle tesi dell'estrema destra per la quale tutti gli stranieri sono delinquenti e da quelle dell'estrema sinistra per la quale parlare di immigrazione equivale a essere xenofobi".
Il ministro ha ricordato che "il primo dovere di qualcuno che è accolto è di rispettare chi lo accoglie, e quindi di amare la Francia o almeno di rispettarla". "Quando si chiede di poter vivere in Francia, bisogna capire che si abita in una democrazia. Questo significa che la stampa ha il diritto di pubblicare delle caricature, anche religiose; che non si può proibire a una donna di andare dal dottore" ha detto Sarkozy, giustificando l'instaurazione di un "contratto d'integrazione". Secondo il ministro, "esigere che si apprenda la lingua francese non è che il minimo". "Mai - ha concluso - c'é stato più bisogno di ordine, autorità e fermezza nella società francese".
Obiettivi che suonano miele ad una parte dei francesi, ma che suonano anche come una sorta di dichiarazione di guerra per un'altra, pronta a tutto per difendere diritti e spazi di libertà e di scelta. E' la Francia della difesa dei sans papier che sembra decisa a rimettersi in moto. Per il governo potrebbe essere un nuovo serio problema.
(28 aprile 2006)